GialappaShow, Jake La Furia in cabina di regia e quel tentativo di scrittura firmato Berlusconi (per finta)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quarto lunedì di fila per il GialappaShow, il programma di Giorgio Gherarducci e Marco Santin che, prodotto da Banijay Italia, ha ormai trovato la sua dimensione tra l’ironia stralunata e la parodia televisiva più scatenata. Stasera, 20 aprile, alle 21.30 su TV8 – con simulcast obbligato su Sky e in streaming su NOW – tocca a un nuovo co-conduttore salire sul palco accanto al Mago Forest: si tratta di Jake La Furia, giudice di X Factor, che si trova così a gestire il giro di boa di questa edizione. E non sarà un passaggio qualsiasi, visto che tra gli ospiti in arrivo c’è addirittura Jovanotti, già comparso nella prima puntata, il quale torna con un cameo per un motivo molto preciso, vale a dire il battesimo della nuovissima docu-serie dedicata a Gineprio, quel personaggio che Ubaldo Pantani ha portato alla ribalta nella fiction “Ultimo appuntamento”.

Pier Silvio Berlusconi (quello vero? No, quello di Ubaldo Pantani) irrompe sul palco

La vera chicca della serata, stando a quanto trapela dalle anticipazioni, riguarda però una trovata che mescola fiction e realtà in modo volutamente ambiguo. Ubaldo Pantani, lo stesso attore che interpreta il celebre Gineprio, veste infatti i panni di Pier Silvio Berlusconi – o meglio, ne offre una versione volutamente sopra le righe – e fa irruzione durante la diretta. L’obiettivo di questo finto manager Mediaset è uno solo: scritturare Jake La Furia, portandolo via letteralmente sotto il naso della Gialappa’s Band. La posta in gioco, viene lasciato intendere con un sorriso tra i denti, sarebbe facilmente immaginabile; e chi conosce il linguaggio spudorato del gruppo sa che non si tratta di cifre, ma di una promessa di gloria televisiva in odor di Biscione.

Gag, parodie e un omaggio musicale che non ti aspetti

Non mancheranno, come da copione, gli stacchetti musicali e le parodie ad alto tasso di comicità: la cifra stilistica del GialappaShow resta intatta, con Marco Santin e Giorgio Gherarducci a tessere le fila di un racconto che vive di improvvisazione e di ritorni attesi. Tra questi spicca la presenza di Maurizio Lastrico, ospite annunciato, capace come pochi di innestarsi negli ingranaggi della macchina comica. Ma c’è spazio anche per un momento più intimo e inaspettato: un omaggio a David Bowie a cura di Motta, che promette di spezzare la cascata di risate con una parentesi musicale di quelle da pelle d’oca. Jake La Furia, dal canto suo, si trova a destreggiarsi tra sketch irriverenti e la necessità di tenere insieme il ruolo di co-conduttore senza farsi rubare la scena – impresa non facile quando hai accanto un Mago Forest in stato di grazia.

Il giro di boa di una stagione che non molla la presa

La quarta puntata rappresenta dunque una sorta di spartiacque: si è superata la metà di questo ciclo, e la produzione sembra voler alzare ulteriormente l’asticella dell’assurdo. L’irruzione di Pantani nei panni dell’amministratore delegato fittizio non è solo un buon pretesto per una gag, ma diventa il motore narrativo dell’intera serata, quello che tiene insieme il filo tra un cameo di Jovanotti e una trattativa tanto falsa quanto ben costruita. Nessun dettaglio ulteriore viene svelato sull’esito di questa “trattativa”, né su come Jake La Furia reagirà alla proposta. Quel che è certo è che il GialappaShow continua a giocare con le sovrapposizioni tra palco e realtà, tra personaggi inventati e identità televisive reali, senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale: far ridere, magari con una certa cattiveria intellettuale, e ricordare che la satira, a volte, si nasconde proprio nelle clausole di un contratto mai scritto.

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