Napoli, scuole chiuse l’8 maggio per la visita pastorale di papa Leone XIV
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Redazione Interno
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L’otto maggio, un venerdì che già nel calendario degli eventi partenopei s’annunciava carico di attese, i cancelli degli istituti scolastici di Napoli resteranno abbassati. A deciderlo, con un’ordinanza firmata oggi a Palazzo San Giacomo, è stato il sindaco Gaetano Manfredi, il quale ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio cittadino. Il motivo, come si legge nella nota diffusa dall’agenzia Opinione, risiede nella visita pastorale di papa Leone XIV, una ricorrenza che impone misure straordinarie per la gestione della viabilità e della folla. Non si tratta, va detto, di un semplice giorno di vacanza forzata, bensì di una precauzione necessaria a evitare che il consueto viavai di studenti, genitori e personale docente si sovrapponga al complesso dispositivo di sicurezza predisposto per l’evento.
I dettagli dell’ordinanza e le ragioni del provvedimento
Il provvedimento, che riguarda esclusivamente le scuole ricadenti nel comune di Napoli, è stato motivato dall’esigenza di garantire sia la sicurezza dei cittadini sia il regolare svolgimento della visita pastorale, cui si prevede un’ampia partecipazione popolare. Il percorso che seguirà il pontefice toccherà diverse strade e arterie della città, e proprio lungo quelle direttrici – o nelle loro immediate vicinanze – si trovano numerosi plessi scolastici. Limitare gli spostamenti di alunni e personale, in questo quadro, è parso all’amministrazione la scelta più ragionevole per scongiurare ingorghi, assembramenti inconsulti o, peggio, potenziali rischi per i più giovani. La chiusura, va sottolineato, sarà totale e riguarderà anche le scuole dell’infanzia, gli istituti primari e secondari, senza distinzione tra statali e paritarie.
Trasporti e viabilità: le modifiche in arrivo
Parallelamente alla sospensione delle lezioni, l’amministrazione ha già annunciato significative variazioni al servizio di trasporto pubblico di superficie gestito dall’ANM. A partire dalle otto del mattino dell’8 maggio, e fino a cessate esigenze (vale a dire finché la situazione del traffico e della folla non tornerà alla normalità), autobus e tram subiranno deviazioni, soppressioni parziali o modifiche di percorso. Non altrettanto accadrà per la Linea 1 della metropolitana, la quale – evidentemente considerata meno esposta alle interferenze del corteo papale – resterà regolarmente attiva. Chi, invece, si sposta su quattro ruote dovrà fare i conti con una serie di limitazioni al transito lungo le strade interessate dall’itinerario del pontefice; limitazioni che, per quanto temporanee, rischiano di paralizzare ampie zone del centro storico e dei quartieri limitrofi.
Cronaca, sicurezza e precedenti
Non è la prima volta che una visita di un pontefice costringe Napoli a misure simili. Anche in passato, durante le tappe di Giovanni Paolo II o di Benedetto XVI, si erano rese necessarie chiusure scolastiche mirate, seppur spesso limitate ai soli plessi situati lungo il tragitto. Stavolta, invece, la scelta del sindaco Manfredi è stata più radicale: bloccare tutto l’apparato scolastico cittadino, evitando così discriminazioni tra un quartiere e l’altro. Sul fronte della cronaca, va ricordato che grandi eventi come questo hanno sempre richiesto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine; la questura, da parte sua, ha già predisposto un piano per il controllo del territorio, con posti di blocco e varchi presidiati. Nessun dettaglio è stato divulgato sulla natura specifica delle minacce, ma l’alto profilo della visita – papa Leone XIV, peraltro, è in carica da meno di due anni – impone una vigilanza rafforzata, anche alla luce di precedenti allarmi ricevuti da altre città italiane in occasione di eventi simili.




