Torna “Scherzi a parte” con Giusti, la prima puntata già in streaming e il caso Barra
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’edizione 2026 di “Scherzi a parte”, che segna il ritorno del programma a distanza di tre anni dall’ultima messa in onda e a trentaquattro dalla prima assoluta, ha fatto il suo esordio lunedì 2 marzo su Canale 5 affidando la conduzione a Max Giusti. Il nuovo corso del format, visibile in replica integrale sulla piattaforma Mediaset Infinity, ha proposto un rinnovamento sostanziale del linguaggio e della struttura, trasformando ogni beffa in un racconto costruito con ritmi serrati. Giusti, intervistato prima del debutto, aveva annunciato di aver voluto “togliere il freno a mano”, liberandosi dalle liturgie del passato per offrire uno spettacolo che fosse al passo con i tempi e con la mutata soglia di attenzione del pubblico.
Una conduzione che cambia registro e il cast della prima serata
Il conduttore romano, ormai volto familiare del day-time Mediaset con “Caduta libera”, ha introdotto una modalità inedita nel raccontare gli scherzi, presentandoli attraverso monologhi pensati per l’occasione e interagendo con i protagonisti in studio senza seguire scalette rigide. Tra le novità più rilevanti di questa edizione, prodotta in quattro puntate, spicca la decisione di coinvolgere anche persone comuni accanto ai volti noti, ampliando così il raggio d’azione delle candid camera. La voce narrante che accompagna i filmati è quella di Melina Martello, doppiatrice di lungo corso, mentre la sigla storica è stata reinterpretata dai Planet Funk per adattarla a sonorità più contemporanee.
Il parterre della prima serata ha visto cadere nella rete Gabriel Garko, terrorizzato dallo scherzo costruito attorno a lui, e Lorella Cuccarini, giudicata dai primi commentatori come una presenza brillante. Con loro, la conduttrice Isobel Kinnear, che ha dovuto destreggiarsi con frasi senza senso accentuate dal suo accento straniero, e poi Paolo Conticini e Gilles Rocca, completando un quadro di vittime variegato per provenienza e professione. L’obiettivo dichiarato da Giusti era proprio quello di creare un varietà contemporaneo dove gli scherzi, della durata anche superiore ai dieci minuti, fossero confezionati come veri e propri mini-film.
La reazione di Francesca Barra allo scherzo sul tema delle pari opportunità
Tra gli episodi più discussi della prima puntata figura certamente quello che ha avuto come protagonista la giornalista Francesca Barra, nota per il suo impegno pubblico contro le discriminazioni di genere. Gli autori del programma hanno costruito la trappola proprio attorno ai temi a lei più cari, organizzando con la complicità di alcuni finti colleghi un convegno fittizio sulle disuguaglianze tra uomini e donne. Durante l’evento, un ospite complice ha iniziato ad attaccarla verbalmente, insinuando che per lei fosse facile sostenere certe posizioni in virtù della relazione con un attore di successo.
La reazione di Barra non si è fatta attendere, come mostrano le immagini andate in onda. La giornalista ha risposto in maniera piccata, difendendo la propria indipendenza economica e invitando l’interlocutore a tacere, fino ad abbandonare il convegno visibilmente scossa. La situazione, già tesa, è poi peggiorata quando, giunta alla sua automobile, ha scoperto le ruote bloccate da un ceppo. Al momento della rivelazione dello scherzo, la conduttrice ha manifestato tutto il suo disagio, dichiarando di non volersi mostrare in quello stato e annunciando l’intenzione di non concedere la liberatoria per la messa in onda delle immagini. Una presa di posizione netta, che ha aggiunto un ulteriore elemento di tensione alla messa in scena e che ha sollevato, nei commenti successivi, interrogativi sui limiti dello scherzo televisivo.
L’impatto sugli ascolti e le scelte produttive della nuova edizione
Dal punto di vista dei numeri, la prima di Giusti ha ottenuto un riscontro positivo, raccogliendo oltre 3,5 milioni di spettatori e un significativo distacco nei confronti della proposta di Raiuno, che quella sera proponeva Alberto Angela con “Ulisse”. Un risultato che conferma la presa del programma sul pubblico del prime time e che giustifica le scelte produttive operate da Mediaset, le quali hanno puntato su un rinnovamento del cast tecnico e artistico. La regia di Roberto Cenci ha dovuto gestire una molteplicità di situazioni, alternando le riprese in studio, con le trecento persone di pubblico, ai filmati girati in esterna con le vittime ignare.
L’edizione, inoltre, ha introdotto la novità di mostrare non solo lo scherzo in sé, ma anche il lavoro preparatorio e i cosiddetti “ganci”, ovvero le persone che hanno permesso di tendere la trappola. Una trasparenza narrativa che porta lo spettatore dietro le quinte, svelando i meccanismi della costruzione della beffa. Per Giusti, si tratta di un ritorno alla sua anima più genuinamente comica, lontana dai meccanismi dei game show, con spazio per le imitazioni di personaggi come Alessandro Borghese o Aurelio De Laurentiis, che hanno fatto capolino durante la serata. Un mix di generi che punta a tenere alta l’attenzione su un prodotto televisivo che, dopo trentaquattro anni, cerca nuove strade per raccontare l’imbarazzo e la sorpresa dei vip.




