Amazon lancia i primi satelliti Kuiper e sfida Starlink nel mercato dell’internet spaziale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Jeff Bezos ha messo in orbita la prima pedina della sua scommessa più ambiziosa: portare Amazon nello spazio. Il 29 aprile, dalla Cape Canaveral Space Force Station in Florida, è partito il razzo Atlas V della United Launch Alliance, carico dei primi 27 satelliti del Project Kuiper, il sistema che punta a competere con Starlink, la costellazione di SpaceX di Elon Musk. Un lancio che segna l’inizio di una corsa tecnologica e commerciale senza precedenti, con due dei più potenti miliardari del pianeta pronti a contendersi il dominio dell’orbita terrestre bassa.

Il progetto, sul quale Amazon ha investito 10 miliardi di dollari, prevede il dispiegamento di 3.236 satelliti entro i prossimi anni, con 80 lanci già programmati per raggiungere la piena operatività. Sebbene il numero attuale sia ancora lontano dai quasi 5.000 dispositivi già messi in orbita da SpaceX, l’obiettivo è chiaro: offrire una connessione internet ad alta velocità anche nelle aree più remote del globo, riducendo il divario digitale.

I satelliti, una volta posizionati a 450 chilometri di quota, inizieranno una serie di test autonomi per verificare le comunicazioni con le stazioni di terra. Un passaggio cruciale, considerando che Starlink, operativo dal 2019, ha già dimostrato l’efficacia del modello, seppur tra polemiche legate all’affollamento orbitale e ai rischi di collisione.

Quella tra Bezos e Musk non è però solo una competizione tecnologica. Dietro le quinte, si gioca una partita ancora più complessa, fatta di contratti con governi, accordi con operatori telefonici e una crescente domanda di connettività resiliente, soprattutto in scenari di crisi. Amazon, forte della sua infrastruttura cloud AWS, punta a integrare i servizi satellitari con quelli esistenti, mentre SpaceX sfrutta l’esperienza dei razzi riutilizzabili per mantenere i costi bassi.

Il lancio di Kuiper arriva in un momento delicato per il settore, dove le regolazioni internazionali faticano a tenere il passo con l’innovazione. L’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni ha già sollevato preoccupazioni sull’impatto ambientale e sulla sostenibilità di migliaia di satelliti in orbita, mentre le agenzie spaziali monitorano il rischio di detriti.

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