Il sondaggio di febbraio tra effetto Vannacci e flessioni nel centrodestra
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Redazione Interno
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Il mese di febbraio, con il suo carico di avvenimenti internazionali che vanno dal veto ungherese sugli aiuti all’Ucraina alla bocciatura dei dazi di Donald Trump da parte della Corte suprema, passando per il caso Epstein e il discorso meno esplicito di Rubio a Monaco rispetto a quello del vicepresidente Vance, ha comunque visto, nel panorama politico italiano, un fatto destinato a lasciare il segno: l’ufficializzazione della discesa in campo di Roberto Vannacci con la sua nuova formazione, Futuro Nazionale. L’impatto di questa nuova entità politica, che nei sondaggi raccoglie una forchetta di consensi che va dal 3,0% al 3,6% a seconda dell’istituto di rilevazione, si è fatto sentire in modo netto all’interno della coalizione di governo, ridisegnando, seppur con movimenti centesimali, gli equilibri tra i partiti tradizionali.
Secondo le analisi più approfondite, come quelle curate da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, l’effetto principale del nuovo soggetto guidato dall’ex generale è quello di un travaso di voti che colpisce in particolar modo due forze politiche. Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, subisce una contrazione stimata attorno all’1,4%, mentre la Lega di Matteo Salvini vede erodersi quasi due punti percentuali, scendendo in alcune rilevazioni a percentuali che ne acuiscono il distacco da Forza Italia. Minime, invece, le ripercussioni per gli azzurri di Antonio Tajani, che perdono solo uno 0,3%, un dato che conferma la diversa natura del suo elettorato, meno sensibile ai richiami sovranisti del generale. I flussi elettorali, del resto, sono chiari nell’indicare che i consensi di Futuro Nazionale provengono per quasi due terzi proprio da ex elettori di Lega e Fratelli d’Italia, a cui si aggiunge una piccola quota di coloro che prima si astenevano.
Il quadro delle intenzioni di voto e la tenuta degli altri partiti
Guardando al quadro complessivo delle intenzioni di voto, le rilevazioni di fine febbraio, compresa la Supermedia Youtrend/Agi e i dati dell’Istituto Piepoli, dipingono uno scenario in cui la novità principale resta il posizionamento di Vannacci, ma con qualche variazione anche per le opposizioni. Fratelli d’Italia, pur in flessione rispetto ai mesi precedenti, si conferma saldamente primo partito con percentuali che oscillano tra il 28% e il 31%, a testimonianza di un consenso di base che rimane solido nonostante l’erosione. Il Partito Democratico, guidato da Elly Schlein, mostra un andamento altalenante: se da un lato in alcune medie appare stabile attorno al 22%, dall’altro l’analisi mensile di Ipsos gli attribuisce una battuta d’arresto di oltre un punto, scendendo al 20,7%, forse a causa delle divisioni interne e di una gestione non impeccabile di alcuni dossier come il ddl Antisemitismo.
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte, intanto, si mantiene in una posizione di attesa, con una lieve flessione che lo porta all'11,8% secondo alcune stime, mentre tra le forze minori si registrano timidi segnali di crescita per Alleanza Verdi Sinistra e per Azione di Carlo Calenda, quest'ultima data in alcune rilevazioni oltre la soglia del 3%. Forza Italia, come detto, appare sostanzialmente stabile o in lievissimo calo, confermandosi comunque come il terzo attore della coalizione di centrodestra davanti a una Lega che arretra, in alcuni sondaggi, fino al 6% o al 6,1%.
L’analisi dei flussi e la provenienza geografica dei consensi per Vannacci
Un as su cui i sondaggisti, come Nando Pagnoncelli, pongono l’accento è la provenienza geografica e politica dei voti di Futuro Nazionale. Sebbene i numeri assoluti siano ancora contenuti, la loro distribuzione è significativa perché sottrae consensi proprio laddove i partiti di governo avevano i loro bacini più solidi. L’analisi dei flussi, infatti, evidenzia come il nuovo movimento non peschi in modo omogeneo su tutto il territorio, ma tenda a concentrarsi in aree dove il messaggio identitario e sovranista del generale aveva già trovato terreno fertile durante la sua precedente esperienza politica. Questo spiega perché la Lega, che in quelle stesse aree aveva costruito il suo recente consenso, risulti la più penalizzata in termini percentuali, perdendo quella linfa vitale necessaria per competere ad armi pari con Forza Italia all’interno della coalizione.
Oltre al fenomeno Vannacci, febbraio è stato anche il mese in cui il dibattito politico si è intrecciato con la campagna per i prossimi referendum e con la proposta di una nuova legge elettorale, lo “Stabilicum”, che introduce una soglia del 40% per il premio di maggioranza. In questo quadro, i movimenti nei sondaggi assumono un rilievo ancora maggiore, perché proiettano scenari di governabilità differenti. Con l’attuale consenso per il centrodestra, che incluso Vannacci si attesterebbe intorno al 46,9%, la coalizione supererebbe agevolmente la soglia; senza di lui, invece, scenderebbe al 43,3%, rendendo la competizione molto più aperta e incerta.




