Genova per noi, memoria senza pace 25 anni dopo
Ricordare il G8 di Genova dopo un quarto di secolo parlando quasi soltanto di «repressione» significa compiere un doppio errore. Da una parte, si finisce per cancellare la ricchezza di quel movimento e la sua capacità di ricostruire una vera e propria nuova forma della politica. Dall’altra, si ricorre a un termine abusato rischiando di normalizzare le violenza di Stato e media contro quel movimento: in quei giorni ci fu una guerra contro cittadini inermi che anticipò le operazioni militari degli anni a venire. (il manifesto)
Su altre fonti
Venticinque anni dopo della democrazia sociale si è persa traccia, il riscaldamento climatico asfissia e devasta indisturbato il pianeta e la guerra è normalizzata, come presente e come futuro. (il manifesto)
Con la settima puntata, in uscita proprio il 20 luglio, termina il podcast “La sospensione”, realizzato da Francesca Zanni per Amnesty International Italia, prodotto da Emons in collaborazione con questo giornale. (Domani)
Almeno un paio di anni prima della diffusione dei cellulari con fotocamera, e connessione a internet, vari anni avanti la nascita e la diffusione dei primi social, quella generazione si riunì, discusse, manifestò, fu repressa violentemente rappresentandosi senza filtri. (il manifesto)
In tribunale è stato assolto per uso legittimo delle armi e legittima difesa. Il processo ha stabilito che … (HuffPost Italia)