MotoGP, Le Mans: Marini graffia nelle libere, Di Giannantonio 2°. Marquez è 9°, Bezzecchi 14°

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il primo assaggio d’asfalto sul circuito Bugatti, quello che solitamente regala emozioni contrastanti ai piloti di casa viste le sue insidie nascoste tra cordoli e velocità di percorrenza, ha consegnato una classifica a dir poco inattesa nelle FP1 del Gran Premio di Francia. Luca Marini, in sella alla Honda ufficiale, ha stampato il giro veloce in 1’30”857, sfruttando una scelta di gomme – soft all’anteriore e media al posteriore – che nel finale di sessione si è rivelata decisiva per scattare al comando. Il pilota italiano ha preceduto di appena 54 millesimi Fabio Di Giannantonio, il quale per gran parte del turno aveva dettato il ritmo con la sua Ducati del team VR46, salvo poi scivolare in seconda posizione proprio negli istanti conclusivi. Un’altalena di prestazioni, queste, che racconta bene la natura frammentata e tattica della prima uscita sul tracciato manceugo.

La sorpresa cronometrica e il valore delle coperture nuove

Il dato più significativo, al netto dei tempi puri, riguarda la gestione delle mescole: nelle battute finali della Fp1, quando molti piloti hanno optato per un set di gomme nuove a mescola morbida, la pista si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto. Marini e Pedro Acosta (KTM), rispettivamente primo e terzo con un distacco di 0”208, hanno beneficiato di questa scelta, mentre altri big come Francesco Bagnaia e Marco Bezzecchi hanno preferito mantenere un passo più conservativo. Lo spagnolo Acosta, giunto terzo, ha confermato la crescita della casa austriaca, ma è stato il francese Johann Zarco (quarto a 0”252, sull’altra Honda) a regalare un sussulto al pubblico transalpino. A 0”208 c’è lo spagnolo Pedro Acosta (KTM), a 0”252 il francese Johann Zarco (Honda); un margine risicato che restituisce l’idea di un gruppo compatto, forse fin troppo per essere già attendibile in vista delle qualifiche.

I campioni del mondo rincorrono, Marquez si nasconde

Se il vertice della classifica sorride all’Italia grazie a Marini e a un ottimo Di Giannantonio (autore di una prestazione solida prima del piccolo scivolone nella graduatoria finale), occorre osservare con attenzione la zona medio-alta della lista. Raul Fernandez, con la sua Aprilia, ha chiuso quinto piazzando la prima RS-GP davanti a un gruppetto di inseguitori illustri. Tra questi spicca Marc Marquez, solo nono, staccato di oltre quattro decimi; una posizione che, con il senno di poi, appare più frutto di una programmazione a lungo raggio che di una reale mancanza di velocità. Lo stesso vale per Bezzecchi, quattordicesimo, il quale – insieme a Bagnaia – ha letteralmente evitato l’assalto al time attack preferendo lavorare sul passo gara. Il primo responso cronometrico, insomma, va letto con le pinze: Marini e Acosta hanno montato gomme nuove nel finale, mentre diversi candidati al podio hanno semplicemente girato su coperture già utilizzate.

Honda cresce, i test di Jerez portano frutti

La prestazione di Marini non arriva dal nulla, considerando i progressi già intravisti nei test di Jerez, dove la HRC aveva portato diversi aggiornamenti aerodinamici. Il pilota italiano, che ha fermato il cronometro in 1’30”857, ha saputo sfruttare una combinazione di gomme soft e medie per esprimere il potenziale di una moto che, fino a qualche mese fa, appariva in evidente difficoltà sul singolo giro. Le traiettorie pulite e la fiducia crescente nell’anteriore hanno permesso a Marini di graffiare un primato che nessuno, alla vigilia, avrebbe pronosticato. Tuttavia, la sessione resta un’istantanea parziale: per gran parte del turno il più veloce in pista è stato Di Giannantonio, prima di scivolare al quarto posto e poi risalire. Lo stesso Acosta ha dovuto attendere gli ultimi minuti per inserirsi tra i primi tre. Dunque, parlare di gerarchie già definite sarebbe fuorviante.

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