Brignone, giuramento da maresciallo dei Carabinieri per meriti sportivi
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Redazione Sport
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Si è svolta ieri, nel cuore di Roma, una cerimonia che unisce i simboli dello Stato alla passione sportiva, quando Federica Brignone ha prestato solenne giuramento come maresciallo dell’Arma dei Carabinieri. L’evento, tenutosi nella caserma intitolata all’eroe “Salvo D’Acquisto”, segna il riconoscimento formale di un avanzamento di grado straordinario, conferito – come previsto dalla normativa – per gli eccezionali meriti acquisiti in ambito agonistico. La sciatrice, atleta di punta della nazionale azzurra, è infatti in forza da tempo alla Sezione Sport Invernali del Centro Sportivo dell’Arma, un organismo che, tra gli altri, ha il compito di supportare e valorizzare i campioni nelle diverse discipline.
La carriera parallela tra sport e istituzioni
La procedura che ha portato al giuramento, alla quale hanno assistito le principali autorità militari dell’Arma insieme a una rappresentanza del sportivo, costituisce l’atto conclusivo di un percorso amministrativo ben definito. Brignone, la quale – è bene ricordarlo – aveva già ricevuto pochi giorni prima, il 22 dicembre, la bandiera tricolore dalle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un’altra significativa cerimonia al Quirinale, incarna così in maniera piena la figura dell’atleta delle Fiamme Oro. Un legame, quello con le Forze dell’Ordine, che per molti sportivi italiani rappresenta una solida base per conciliare l’impegno agonistico di alto livello con una professione.
L’impegno per il ritorno in vista di Milano Cortina 2026
Mentre la burocrazia celebra i suoi rimi, l’attività sulla neve non conosce pause, neppure durante le festività. In questi stessi giorni, infatti, Brignone è stata impegnata in un meticoloso lavoro di preparazione sulle piste di Courmayeur, sottoponendosi ad allenamenti specifici nonostante le condizioni meteorologiche non sempre favorevoli. “Ora devo cominciare ad andare veloce in un tracciato ed è un’altra cosa”, ha dichiarato recentemente la stessa atleta, sottolineando la nuova fase del suo recupero. Un percorso fisico e tecnico, il suo, che mira con determinazione al grande appuntamento delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, dove le è già stata assegnata, per il suo palmarès e la sua statura sportiva, il ruolo di portabandiera per la squadra italiana durante la cerimonia di apertura.
La continuità del lavoro nonostante gli onori
Quello che emerge, al di là dei riconoscimenti istituzionali, è il ritratto di un’atleta totalmente concentrata sulla propria missione agonistica. Gli onori ricevuti, dal tricolore al grado di maresciallo, sembrano integrarsi in un quadro più ampio di responsabilità e rappresentanza, senza distogliere l’attenzione dall’obiettivo primario. La stessa Brignone, dopo l’incontro al Quirinale, ha rimarcato di stare “finalmente sempre meglio”, pur riconoscendo la necessità di ricominciare l’allenamento sugli sci come passo successivo fondamentale. Una dedizione che, tra pali da gigante e sessioni di lavoro costanti, definisce il profilo di una campionessa che serve lo Stato anche attraverso le sue performance sportive.




