Volkswagen e IG Metall raggiungono un accordo, nessuna chiusura, ma 35mila posti tagliati
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Redazione Economia
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Dopo una lunga e complessa trattativa, Volkswagen e il sindacato tedesco IG Metall hanno finalmente raggiunto un accordo che evita la chiusura degli stabilimenti e i licenziamenti forzati, ma prevede l'uscita di 35mila dipendenti entro il 2030. La notizia, accolta come un "miracolo di Natale" dal sindacato, rappresenta un compromesso tra la necessità di ridurre i costi e la salvaguardia dei posti di lavoro.
Il negoziatore sindacale Thorsten Groeger ha dichiarato che l'accordo garantisce i posti di lavoro e consente importanti investimenti futuri, salvaguardando al contempo i prodotti. Le trattative, iniziate a ottobre, sono state caratterizzate da tensioni e difficoltà, ma alla fine entrambe le parti hanno mostrato la volontà di trovare un'intesa prima di Natale per dare maggiori certezze ai dipendenti.
Volkswagen, che controlla i marchi Audi, Seat e Skoda, aveva annunciato la possibile chiusura di tre stabilimenti in Germania, suscitando preoccupazioni tra i lavoratori e il governo di Berlino. Tuttavia, grazie all'accordo raggiunto, queste chiusure sono state evitate, sebbene il prezzo da pagare sia stato alto: 35mila esuberi sui 300mila dipendenti totali nei siti tedeschi.
L'intesa, salutata come un successo dal sindacato, rappresenta un passo importante per la più grande casa automobilistica tedesca, che ora potrà concentrarsi sugli investimenti futuri e sulla salvaguardia dei prodotti, senza dover ricorrere a licenziamenti forzati o chiusure di stabilimenti.




