Incidente sulla Triestina, la bambina di 11 anni non è più in fin di vita: nel frontale è morta la mamma Lindita Ajazi
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Redazione Interno
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È un lieve miglioramento, quello registrato dai medici del reparto di Terapia Intensiva Pediatrica dell'ospedale di Padova, che lascia sperare, seppur con la massima cautela, per le condizioni della bambina di 11 anni rimasta gravemente ferita nello schianto frontale avvenuto sabato 14 febbraio lungo la statale 14 Triestina, all'altezza del casinò di Ca' Noghera, nel territorio del comune di Venezia. La piccola, che viaggiava a bordo di una Mini Countryman di colore rosso insieme alla madre e ad altri due familiari, era stata elitrasportata in codice rosso nel nosocomio patavino, dove era giunta in condizioni definite disperate a causa dei politraumi riportati nell'impatto; i sanitari, nelle ore immediatamente successive al ricovero, non avevano nascosto la gravità della situazione, parlando di una lotta tra la vita e la morte. Nella serata di ieri, tuttavia, è giunta la notizia che la ragazzina, sebbene il suo quadro clinico permanga di estrema gravità e richieda una costante e meticolosa assistenza, non è più considerata in pericolo di vita imminente, un primo, timido segnale positivo in una vicenda altrimenti segnata dalla più cupa tragedia.
La speranza per la sopravvivenza della piccola si contrappone, inevitabilmente, alla certezza della morte della madre, Lindita Ajazi, 55enne di origini albanesi ma residente a Campagna Lupia, conosciuta da amici e colleghi con l'affettuoso diminutivo di “Didi”. La donna, che lavorava come addetta mensa per la ditta Sodexo all'ospedale dell'Angelo di Mestre e al centro servizi per anziani Nazareth, è deceduta sul colpo a causa della violenza del frontale: un impatto talmente devastante, secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia locale di Venezia intervenuti per i rilievi, da schiacciare la Mini Countryman contro il guardrail, sollevandone la parte posteriore quasi a farla scavalcare la barriera metallica -2.
La dinamica dello scontro e il fascicolo per omicidio stradale
La dinamica dell'incidente, avvenuto poco prima delle undici di mattina di sabato, è al centro di un'indagine condotta dalla procura della Repubblica di Venezia, che ha già aperto un fascicolo per omicidio stradale. Stando a una prima ricostruzione, una Mercedes Glc, che viaggiava in direzione opposta rispetto alla Mini provenendo da Jesolo, avrebbe improvvisamente perso il controllo invadendo la corsia della piccola utilitaria rossa, sulla quale, oltre alla Ajazi e alla figlia di 11 anni, viaggiavano il compagno della donna, che era alla guida, e il fratello di lei, seduto anch'egli nel sedile posteriore -2-4. Il conducente del Suv, rimasto ferito nello scontro e ricoverato all'ospedale dell'Angelo di Mestre, dovrà essere sentito dagli inquirenti nelle prossime ore; non è chiaro, al momento, se alla base dello sbandamento vi siano state un'eccessiva velocità, una distrazione, un malore o le condizioni dell'asfalto, reso viscido dalle piogge dei giorni scorsi. A complicare ulteriormente la carambola, un furgone di un corriere Amazon che sopraggiungeva alle spalle della Mini non è riuscito a evitare l'impatto, finendo anch'esso contro i veicoli già incidentati; il suo conducente, stando a quanto riferito, ha rifiutato il ricovero non avendo riportato ferite di rilievo.
Il dolore di chi la conosceva e la battaglia della figlia
Mentre i medici di Padova lottano per salvare la figlia, intubata e tenuta in uno stato di sonno farmacologico per via della gravità delle ferite riportate, amici e colleghi della Ajazi non riescono a darsi pace. Le persone che la conoscevano la descrivono come una donna dalla forza d'animo straordinaria, capace di sconfiggere due tumori e di superare le difficoltà legate all'infertilità, che avevano reso la nascita della bambina un sogno lungamente inseguito e infine realizzato -7. Il compagno e il fratello di Lindita, rimasti feriti in modo lieve nello schianto, sono stati trasferiti all'ospedale dell'Angelo di Mestre e, dopo le cure del caso, sono stati dimessi o comunque non risultano in pericolo di vita, un dettaglio che non fa che accrescere, se possibile, il dramma di una famiglia spezzata. Le auto coinvolte, nel frattempo, sono state poste sotto sequestro dalla procura, in attesa che i periti nominati possano effettuare tutti gli accertamenti tecnici del caso – dalla verifica dei freni all'analisi della scatola nera, qualora presente – necessari per stabilire con esattezza le responsabilità in quella che si è rivelata una tragica domenica di sangue sulle strade veneziane -5.




