Trovata morta nella vasca, le indagini si concentrano sulle sue conoscenze

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I Carabinieri di Milano stanno esaminando con attenzione la cerchia di amici e conoscenti di Silvana Damato, l’ex tabaccaia trovata senza vita l’8 agosto scorso nella vasca da bagno del suo appartamento a Bruzzano, periferia nord del capoluogo lombardo. Il corpo, semisommerso nell’acqua, presentava una vestaglia e biancheria intima, oltre a una lesione al collo – probabilmente inferta con un oggetto appuntito – e segni di tumefazione agli occhi, che fanno ipotizzare una violenta aggressione.

Nonostante la porta di casa fosse chiusa a chiave, senza tracce di effrazione, le chiavi risultavano inspiegabilmente sparite, un dettaglio che ha spinto gli investigatori a ritenere che la vittima abbia aperto volontariamente a qualcuno. "Ha dato fiducia a chi non la meritava", è l’ipotesi che circola tra gli inquirenti, i quali stanno ricostruendo gli ultimi movimenti della donna, in particolare le sette ore precedenti al ritrovamento.

L’assenza di tracce di sangue nell’acqua o nell’abitazione, nonostante la ferita al collo, aggiunge un ulteriore elemento di mistero al caso. Le indagini, ancora in corso, si stanno focalizzando sulle dinamiche che hanno portato alla morte della Damato, escludendo per ora l’ipotesi di un furto, visto che nulla sembra essere stato sottratto dall’appartamento.

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