Juventus-Empoli: flop bianconero, Motta ammette le colpe

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, dopo una stagione già costellata di alti e bassi, subisce un altro duro colpo: l’eliminazione dalla Coppa Italia ai quarti di finale per mano dell’Empoli, che si è imposto ai rigori. Una sconfitta che non solo segna la fine del percorso in coppa, ma che ha scatenato reazioni durissime da parte di Thiago Motta, il quale, a fine partita, non ha risparmiato critiche né a sé stesso né alla squadra.

«Provo vergogna», ha dichiarato il tecnico bianconero, con un tono che tradisce la delusione e la rabbia per un’uscita di scena che definisce «inaccettabile». Motta ha puntato il dito soprattutto sul primo tempo, descrivendolo come un’ora di gioco che non rispecchia i valori della Juventus. «Sbaglio io perché non ho fatto capire ai giocatori l’importanza di questa partita e della maglia che indossano», ha aggiunto, assumendosi la responsabilità di un atteggiamento che ha definito lontano dagli standard del club.

Sul campo, le pagelle dei giocatori riflettono una prestazione opaca. Mattia Perin, con un 6.5, è stato uno dei pochi a salvarsi, dimostrando riflessi pronti e un buon senso della posizione, soprattutto negli interventi su Maleh e Sambia. Timothy Weah, partito bene, ha perso colpi nel corso della partita, chiudendo con un 5, mentre Federico Gatti, pur mostrando i segni della fatica accumulata, è riuscito a reggere il ritmo, meritando lo stesso voto. Alex Sandro, sostituito da Locatelli al 9’, ha faticato come gran parte del reparto arretrato, mentre Cambiaso, entrato al 39’, ha commesso errori gravi senza riuscire a riscattarsi.

L’Empoli, guidato da D’Aversa, ha invece scritto una pagina di storia: per la prima volta, il club toscano raggiunge le semifinali di Coppa Italia, un traguardo che ha lasciato senza parole i tifosi bianconeri, i quali non hanno risparmiato fischi alla squadra al termine della partita.

Thiago Motta, nel suo intervento, ha sottolineato di aver «toccato il fondo», aggiungendo che spera che i suoi giocatori provino la stessa vergogna che lui ha sentito. «Possiamo sbagliare tutto, ma non l’atteggiamento», ha ribadito, evidenziando come l’errore più grave non sia stato tecnico, ma mentale.

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