Haas e Toyota, una nuova era parte dalla VF-26: rivoluzione tecnica e ambizioni da centro gruppo
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Redazione Sport
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“Non siamo qui per partecipare. Siamo qui per lottare”. Dichiarazioni come quelle del direttore tecnico Andrea De Zordo, che rimarcano una volontà agonistica ormai strutturata, tracciano la strada scelta dalla Haas per affrontare una stagione, quella 2025, che si preannuncia come un vero spartiacque. Dopo le sorprese del 2022, il team statunitense si appresta infatti a mettere in pista una vettura, la VF-26, che rappresenta un taglio netto con le soluzioni del passato più recente, un progetto nato da diciotto mesi di lavoro concentrato e che punta su una riprogettazione totale, a cominciare da un’ala anteriore della quale si aspetta un contributo decisivo. Un percorso di sviluppo lungo e ininterrotto, che ha evitato soluzioni di continuità e che mira a colmare quel gap di prestazioni che spesso ha relegato la squadra nelle retrovie, nonostante sporadici bagliori di competitività.
Una presentazione anticipata e un avvertimento
“Sembra quasi un po’ surreale svelare una nuova vettura così presto”, ha ammesso il team principal Ayao Komatsu in occasione della diffusione dei primi rendering, sottolineando come l’emozione per un cambiamento regolamentare di tale portata abbia motivato la scelta di un annuncio anticipato. Alle parole di entusiasmo, Komatsu ha fatto seguire un avvertimento perentorio, destinato a smorzare facili entusiasmi ma anche a inquadrare la reale posta in gioco: la transizione verso le nuove norme tecniche costituisce “una sfida enorme”, al punto che, a suo dire, nemmeno i team di vertice potranno considerarsi pienamente pronti per i primi test. Una considerazione che delinea lo sforzo progettuale compiuto a Kannapolis e che spiega, in parte, la scelta di una rivoluzione totale piuttosto che di un’evoluzione incrementale della precedente monoposto.
Le novità visibili e le collaborazioni strategiche
Esteticamente, la VF-26 mostra subito alcune soluzioni interessanti, come il ritorno delle pance con lo scavo superiore, dettaglio che insieme ad altri elementi del pacchetto aerodinamico promette di riservare “qualche sorpresa”. La livrea, ovviamente, celebra il legame rafforzato con Toyota Gazoo Racing, non più solo sponsor ma title sponsor, un legame che i rendering suggeriscono essere andato ben oltre un semplice accordo di partnership commerciale, aprendo a una collaborazione tecnica sempre più integrata. Se il “vestito” parla giapponese, il “sotto” mantiene un solido legame con il DNA italiano e Ferrari, attraverso la consolidata triangolazione con la Dallara, che realizza in esclusiva la scocca, fondendo dunque know-how diversificati in un unico progetto.
Lo sviluppo continuo e i primi banchi di prova
Il lavoro, come spesso accade in Formula 1, non si è fermato alla presentazione. Komatsu ha già precisato che quanto visto nei rendering sarà solo un punto di partenza, annunciando che durante i test a Barcellona l’attenzione si concentrerà sullo studio dell’uso dell’energia, un aspetto cruciale delle nuove regole. “La VF-26 sarà molto diversa in Bahrain”, ha affermato, lasciando intendere che tra la configurazione iniziale dei test e quella del primo Gran Premio della stagione ci sarà un ulteriore salto evolutivo. Una corsa contro il tempo che vedrà al volante Esteban Ocon e Oliver Bearman, chiamati a sviluppare rapidamente una macchina completamente nuova, con l’obiettivo di tradurre in risultati concreti, sin dalle prime gare, gli sforzi di un intero inverno e non solo.




