Sorteggi di Champions League, le italiane scoprono il cammino nel nuovo format
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Redazione Sport
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Con il termine dei preliminari, l’attenzione del calcio europeo si sposta interamente sui sorteggi per la fase a girone unico della Champions League 2025/26, un appuntamento cruciale che definirà il percorso di Inter, Juventus, Napoli e Atalanta. L’edizione, la seconda con la formula rivoluzionaria che conta 36 partecipanti, prevede per ciascuna squadra un calendario di otto incontri, da settembre a gennaio, il cui esito determinerà l’accesso diretto agli ottavi per le prime ventiquattro classificate. Coloro i quali, invece, si piazzeranno dal nono al ventiquattresimo posto dovranno affrontare i playoff per continuare a sperare nella conquista della Coppa dalle Grandi Orecchie.
Un trofeo che manca all’Italia dal 2010, quando l’Inter di José Mourinho completò il leggendario triplete; da allora, nessuna formazione italiana è riuscita a riportare in patria il titolo continentale più prestigioso, avvicinando pericolosamente un record negativo che eguaglia i sedici anni di digiuno intercorsi tra il successo del Milan di Nereo Rocco nel 1969 e quello della Juventus, ottenuto in una tragica notte di quarant’anni fa segnata dalla sciagura dell’Heysel.
L’evento, in programma a partire dalle 17.45, non segna solo l’inizio ufficiale del cammino europeo ma rappresenta anche un momento di definizione degli equilibri economici per i club partecipanti. La Juventus, per esempio, può già contare su ingenti ricavi minimi garantiti dalla partecipazione al torneo, frutto dell’ampliamento del format che, aumentando il numero di partite, ha di conseguenza incrementato i introiti complessivi da redistribuire. Una rivoluzione finanziaria e sportiva che ridisegna le ambizioni e le strategie di tutte le società coinvolte.




