La partita infinita del Ferraris: Genoa e Udinese si fermano sullo 0-0, tra legni e un rigore che non c’è

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È una di quelle partite che restano appese al filo delle occasioni, pronte a srotolarsi da un momento all’altro, eppure incapaci di trovare lo strappo decisivo. Il Ferraris, nel venerdì sera del 20 marzo, ha assistito a un primo tempo di Genoa-Udinese, valido per la trentesima giornata di Serie A 2025/2026, che ha rischiato di trasformarsi in un monologo sterile. I padroni di casa, infatti, hanno costruito, insistito, collezionato conclusioni e quattro occasioni definite clamorose, ma il tabellone luminoso recitava ancora 0-0 all’intervallo. Due traverse colpite – una da Malinovskyi, l’altra da Colombo – hanno sintetizzato la frustrazione di una squadra che ha dominato la metà campo avversaria senza però riuscire a sporcare il punteggio. Dall’altra parte, l’Udinese ha offerto una prestazione decisamente sotto tono, quasi evanescente, con Zaniolo e Atta – i due che dovrebbero accendere la manovra – rimasti ai margini del gioco, incapaci di regalare la scossa necessaria a una squadra che, nel primo tempo, sembrava chiedere solo di non subire ulteriori danni.

Un rigore concesso e revocato: la moviola che infiamma il Ferraris

Il momento di maggiore tensione è arrivato però al 49’ del secondo tempo, quando l’arbitro Collu ha deciso di assegnare un calcio di rigore al Genoa. Il presunto fallo di mano di Kabasele all’interno dell’area di rigore bianconera sembrava, a un primo sguardo, un’infrazione netta, tanto da spingere il direttore di gara a indicare subito il dischetto. Quello che ne è seguito è stato il consueto, intricato meccanismo del protocollo VAR: un lungo check in sala, poi la chiamata per la on field review. Dopo aver rivisto le immagini al monitor, Collu ha cambiato radicalmente la propria decisione, togliendo il penalty e scatenando l’immediata reazione della panchina genoana e il boato di disapprovazione che si è levato dagli spalti. A chiarire la dinamica ci ha pensato l’esperto moviolista Marelli, il quale ha spiegato come Kabasele abbia allargato il braccio d’istinto, un movimento che agli occhi del VAR non è parso configurare un’azione punibile con il massimo della sanzione. Un episodio, questo, che ha finito per cristallizzare l’andamento di una gara già di per sé frammentata.

Zaniolo cerca l’accelerazione e il Genoa prova a gestire la pressione

Se il primo tempo era stato a senso unico, la ripresa ha provato a offrire qualche timido squillo di risposta da parte dell’Udinese, pur senza mai mettere in seria difficoltà la retroguardia ligure. In una delle poche ripartenze organizzate, l’Udinese ha cercato di sfruttare la velocità di Zaniolo che, servito da una sponda di Davis, ha puntato la porta avversaria con decisione; il tentativo, però, si è concluso con un tiro di sinistro la cui potenza è stata prontamente spenta dalla difesa del Genoa, brava a chiudere gli spazi. Dall’altra parte, i rossoblù hanno continuato a macinare gioco: una conclusione dal limite di Vitinha, deviata in angolo dalla difesa ospite, ha confermato la tendenza a cercare il gol dalla distanza, mentre qualche scelta affrettata nella trequarti ha impedito di trasformare la superiorità territoriale in un vantaggio concreto. L’Udinese, nel frattempo, faticava a costruire trame offensive degne di nota, limitandosi a gestire l’inerzia di un avversario che, pur senza riuscire a segnare, non ha mai concesso il fianco a sorprese.

La trentesima giornata tra risvolti di classifica e un precedente storico

Il contesto in cui si inserisce questo pareggio a reti bianche è quello di una trentesima giornata che, nel suo turno infrasettimanale, aveva già offerto spunti interessanti con l’anticipo giocato alla Unipol Domus tra Cagliari e Napoli. Per i sardi, reduci da un digiuno di vittorie che dura ormai da sei turni (con appena due punti raccolti in questo lasso di tempo) e con la zona retrocessione pericolosamente vicina, l’assenza di Obert (squalificato) rappresentava un ulteriore ostacolo. Il Napoli, invece, forte dei rientri pesanti di Anguissa e De Bruyne, si presentava al match con l’obiettivo di agganciare il secondo posto (forte dei suoi 59 punti, a una sola lunghezza dal Milan) e di blindare la qualificazione UEFA, supportato anche da un dato storico che lo vedeva nettamente favorito: 12 vittorie contro le 9 dei rossoblù sardi, con l’ultimo successo dei padroni di casa che risaliva ormai al lontano 2009 (2-0). In questo quadro, il punteggio maturato al Ferraris lascia entrambe le squadre con la sensazione di aver speso energie per un risultato che, alla fine, rispecchia le difficoltà offensive mostrate: il Genoa per l’occasione mancata, l’Udinese per l’incapacità di reagire a un avversario che, seppur impreciso, ha tenuto costantemente il pallino del gioco.

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