Caso Palestra, Marotta e l'agente Lucci si scontrano: "Venuto meno a un impegno"; "Ricostruzione che non corrisponde ai fatti"
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Redazione Sport
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La trattativa che avrebbe dovuto portare Marco Palestra all'Inter si è trasformata in un caso di mercato destinato a lasciare strascichi pesanti, con il presidente nerazzurro Beppe Marotta e l'agente del giocatore, Alessandro Lucci, che si sono scambiati accuse pubbliche a distanza di ore l'uno dall'altro.
Il tutto mentre l'Inter ha ufficialmente disertato il Trofeo Bortolotti, l'amichevole estiva in programma per il 14 agosto con l'Atalanta, sostituita dall'Athletic Bilbao per gli strascichi della vicenda che hanno avvelenato i rapporti tra i due club.
"Venuto meno a un impegno verbale": la ricostruzione di Marotta
Nel corso di una conferenza stampa, il numero uno dell'Inter ha ricostruito la vicenda partendo da un assunto chiaro: "Palestra è venuto meno a un impegno con l'Inter", ha dichiarato Marotta, aggiungendo che "l'agente ha scelto un'altra strada e ci siamo dovuti arrendere".
Secondo il presidente nerazzurro, l'accordo tra i club - e quindi con l'Atalanta - era già stato raggiunto, ma il calciatore avrebbe poi fatto un passo indietro rispetto a un impegno verbale preso nel mese precedente. Marotta ha poi sottolineato come il rappresentante del giocatore avrebbe potuto avere "un ruolo più consistente nel consigliarlo", ma alla fine ha scelto una strada diversa, portando il suo assistito in un campionato, quello inglese, con il quale l'Italia non può competere economicamente.
La replica di Lucci: "Accordo mai trovato tra i club"
A qualche ora di distanza, Alessandro Lucci ha risposto per le rime attraverso una dichiarazione all'ANSA, esprimendo "profondo dispiacere" e "enorme stupore" per le parole di Marotta, con il quale vanta un rapporto professionale di oltre venticinque anni. La contestazione dell'agente è netta e verte sul merito della ricostruzione fornita dal presidente dell'Inter.
Lucci ha smentito che il giocatore sia venuto meno a un accordo, spiegando che il vero nodo della trattativa è stato un altro: "La direzione sportiva dell'Inter, rappresentata da Piero Ausilio, ha portato avanti con noi dei dialoghi costanti e costruttivi, ma l'elemento che ha determinato l'esito non è stato ricostruito in modo aderente ai fatti". E ancora: "Nell'arco di quarantacinque giorni i due Club, con i quali ero in contatto quotidiano, non sono mai riusciti a trovare l'accordo definitivo".
Secondo il procuratore, è stato proprio questo stallo a consentire al Chelsea, con cui i contatti erano iniziati da appena due settimane, di inserirsi "in maniera dirompente" negli ultimi giorni per chiudere l'operazione in tempi rapidi, anche grazie a un'offerta economicamente superiore. Lucci ha concluso auspicando che "si volti definitivamente pagina" e che si possa lavorare senza più "attacchi pretestuosi a un ragazzo che merita rispetto".
Il retroscena economico e il ruolo di Oaktree
A far luce sulle dinamiche di un'affare che ha visto il Chelsea prevalere con un'offerta da circa 55 milioni di euro, è intervenuto anche Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, che ha fornito ulteriori dettagli sui retroscena della trattativa. Secondo Zazzaroni, il giocatore si era effettivamente promesso all'Inter, ma l'offerta di 45 milioni non aveva convinto pienamente l'Atalanta. Il presidente del club bergamasco, Antonio Percassi, avrebbe comunque preferito cedere il giocatore ai nerazzurri per trattenerlo in Italia.
Il vero rallentamento sarebbe stato causato dalla cautela del fondo Oaktree, proprietario dell'Inter, poco propenso a superare una certa soglia di spesa. Questo ritardo ha spalancato le porte al Chelsea, che ha raddoppiato l'ingaggio proposto al calciatore e presentato un'offerta superiore all'Atalanta, chiudendo l'affare nel giro di poche ore. Zazzaroni ha concluso definendo il comportamento dell'agente come professionale, in quanto lo ha portato dove "prendeva di più".
Le conseguenze: l'Inter salta il Trofeo Bortolotti
La tensione generata dal caso Palestra ha avuto ripercussioni anche sul fronte delle relazioni tra Inter e Atalanta. Secondo quanto riportato da Sky Sport, i nerazzurri hanno deciso di non prendere parte al Trofeo Bortolotti, l'amichevole che si sarebbe dovuta disputare a Bergamo il 14 agosto e che avrebbe visto di fronte le due formazioni nerazzurre.
Al posto dell'Inter, a sfidare l'Atalanta sarà l'Athletic Bilbao. Una scelta che sancisce un momento di gelo tra le due società e che, allo stesso tempo, rappresenta l'ultimo atto di una vicenda di calciomercato che ha lasciato l'amaro in bocca ai campioni d'Italia in carica. L'Atalanta, tramite il suo nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ha cercato di smorzare le polemiche dichiarandosi "sempre corretta con tutte le parti" e contenta per il futuro del giocatore in Premier League, ma la decisione dell'Inter di disertare l'amichevole estiva parla chiaro.




