Il gesto di Gasperini che fa infuriare Fabregas: "Mancanza di rispetto, mi ha evitato"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La tensione nervosa, in una volata per un posto nella prossima Champions League che coinvolge mezza classifica, era destinata a esplodere prima o poi, e l’epicentro è stato lo stadio Sinigaglia al termine di Como-Roma, una partita che per intensità e posta in palio aveva già di per sé un peso specifico notevole. A scatenare la miccia, o meglio a rifiutarsi di spegnerla con il rituale della stretta di mano post-gara, è stato Gian Piero Gasperini, il cui comportamento al fischio finale non è affatto piaciuto a Cesc Fabregas, il giovane tecnico dei lariani che non ha nascosto il proprio disappunto per quello che ha definito un gesto contrario allo spirito sportivo. Lo scontro diretto, vinto 2 a 1 dal Como grazie alle reti di Douvikas e Carlos che hanno ribaltato l’iniziale vantaggio firmato da Malen su calcio di rigore, ha assunto così i contorni di un duello personale tra i due allenatori, con il confronto che si è spostato dai novanta minuti di gioco alle dichiarazioni del dopo partita.

Fabregas, intervistato dai microfoni di Sky Sport, ha raccontato l’accaduto con un misto di stupore e amarezza, spiegando di essersi avvicinato al collega per il consueto saluto e di essere stato ignorato. "Io non so, magari è una cosa normale", ha esordito il tecnico spagnolo, sottolineando come nella sua carriera, prima da giocatore e ora in panchina, abbia sempre considerato quel gesto un obbligo morale al di là del risultato e delle controversie. Ha aggiunto, con una certa fermezza, che anche quando si perde o si è arrabbiati, anche quando si ritiene di aver subito un torto arbitrale, la tradizione del calcio impone di stringere la mano all'avversario, un principio di educazione che ha visto applicare per tutta la vita. Quando Gasperini si è allontanato, ha proseguito Fabregas, lui ne è rimasto inizialmente dispiaciuto, quasi intristito, salvo poi pensare che non fosse nulla di personale e che forse il tecnico romanista fosse semplicemente diretto verso il tunnel; solo in un secondo momento ha realizzato la volontarietà del gesto, che ha definito una questione di rispetto verso il lavoro altrui, al di là delle divergenze che possono nascere in campo durante la partita.

Gasperini risponde a tono e parla di comportamenti antisportivi

La replica di Gasperini, però, non si è fatta attendere ed è arrivata con una durezza che ha alzato ulteriormente il livello dello scontro verbale, allargando il discorso dall'episodio specifico del mancato saluto a una critica più ampia e generalizzata sul comportamento tenuto dalla squadra di Fabregas durante l’incontro. Parlando con l'ANSA e ripreso dal Corriere dello Sport, l'allenatore della Roma ha usato parole nette e prive di giri di parole, affermando senza mezzi termini che, pur riconoscendo il valore del Como come squadra forte, non può rispettare il loro atteggiamento, sia in campo che a bordo campo. Una dichiarazione, questa, che lascia intendere come il malumore del tecnico affondi le radici in episodi ben precisi della gara e non sia semplicemente la reazione a caldo per una sconfitta pesante in chiave classifica, visto che i giallorossi restano ora a 51 punti, scavalcati proprio dai lariani saliti a quota 54 insieme alla Juventus.

Il riferimento implicito di Gasperini, che ha evitato di entrare nel merito per non alimentare ulteriormente le polemiche, riguarda verosimilmente l’episodio chiave che ha condizionato la ripresa, ovvero l’espulsione per doppia ammonizione del suo esterno Wesley, un calciatore che era già in diffida e che al 64’ è stato raggiunto dal secondo cartellino giallo sventolato dall’arbitro Massa per un intervento su Diao. La Roma, e in particolare il suo allenatore, hanno protestato con veemenza, ritenendo che il contatto tra il giocatore brasiliano e l’attaccante del Como fosse inesistente o quanto meno simulato, un’impressione che le prime immagini televisive sembravano peraltro confermare, mostrando Diao accentuare la caduta dopo una pressione contemporanea di Wesley e Rensch, con quest'ultimo che probabilmente tratteneva la maglia. Gasperini, pur dicendo di voler sorvolare sull'episodio, non ha potuto trattenersi dal commentarlo in modo tranchant, invitando a rivedere le immagini e sottolineando come in quell'occasione il suo giocatore non solo non entrasse in tackle, ma si fosse addirittura spostato, e come il fatto di dover giocare in dieci uomini per quasi mezzora abbia inevitabilmente cambiato l'economia della partita, aggiungendo poi una stoccata velenosa sul fatto che non sia la prima volta che il Como si trova al centro di situazioni di questo tipo, quasi a voler suggerire una certa ricerca del contatto e della simulazione.

Una partita intensa decisa dagli episodi e dal finale in rimonta

La gara, al di là delle scintille post-partita, aveva offerto uno spettacolo avvincente e combattuto, come si conviene a uno scontro diretto per un obiettivo così prestigioso. La Roma era passata in vantaggio dopo appena sette minuti con Malen, freddo dal dischetto per un rigore concesso per un fallo di Diego Carlos su El Shaarawy, ma nella ripresa la freschezza atletica e i cambi di Fabregas hanno fatto la differenza. L'ingresso di Douvikas, al 46', ha rivitalizzato l'attacco del Como e l'attaccante greco ha trovato il pareggio al 59', capitalizzando una delle prime occasioni della ripresa, mentre al 79' il difensore Carlos ha completato la rimonta con un tiro preciso che ha gelato gli animi dei giocatori in maglia giallorossa, apparsi visibilmente stanchi e appannati dopo gli impegni infrasettimanali di coppa. La squadra di Gasperini, infatti, arrivava all'appuntamento con le pile scariche, reduci dalle fatiche del doppio confronto europeo contro il Bologna, e la gestione delle energie si è rivelata un fattore determinante nel secondo tempo, quando i lariani hanno alzato il baricentro e messo sotto pressione la difesa ospite, sfruttando anche la superiorità numerica per gestire il possesso e colpire nel momento decisivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.