Scoppia una bombola del gas in una villetta a Groppoli di Mulazzo, salva la donna che dormiva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’alba, quella di ieri, si è trasformata in un boato improvviso capace di squarciare il silenzio della frazione di Groppoli, nel comune di Mulazzo, dove una villetta bifamiliare è stata letteralmente sconvolta dall’esplosione di una bombola di gas. Erano da poco passate le 6,30 quando la deflagrazione, violentissima a giudicare dai danni riportati dall’immobile, ha costretto i residenti della zona a fare i conti con una paura concreta: quella di una tragedia sfiorata. All’interno dell’abitazione, infatti, c’era la proprietaria, una donna che in quel frangente stava dormendo; e proprio il fatto che fosse distesa, forse, ne ha paradossalmente limitato i movimenti, impedendole di trovarsi in prossimità della fonte dello scoppio.

Le prime verifiche condotte dai vigili del fuoco, giunti sul posto insieme ai carabinieri per mettere in sicurezza l’area, hanno subito orientato le indagini verso un’ipotesi precisa: la bombola del gas, verosimilmente difettosa, avrebbe provocato una fuga incontrollata di metano o gpl, innescata poi da un elemento ancora al vaglio degli inquirenti. Nonostante la potenza dell’esplosione, tale da rendere l’intera villetta inagibile a causa dei crolli parziali e delle infiltrazioni strutturali, la residente è riuscita a mettersi in salvo senza riportare conseguenze letali. L’ha fatta franca, per così dire, ma non senza pagare un prezzo in termini di choc.

I soccorsi e il trasferimento in ospedale

Il personale del 118, allertato dai vicini che avevano udito il boato e visto la polvere alzarsi tra le mura domestiche, ha provveduto a stabilizzare la donna, la quale – seppur cosciente e deambulante – è apparsa subito in stato di confusione e sotto choc. L’hanno quindi trasportata all’ospedale di Massa per gli accertamenti del caso, giacché in simili evenienze le lesioni interne possono non manifestarsi immediatamente. Alcune fonti sanitarie, quelle che hanno seguito il caso nelle ore successive, hanno poi confermato che la ferita non era grave in superficie; tuttavia, vista la natura dell’incidente, si è scelto di non sottovalutare nulla. Di qui la decisione, in via precauzionale, di trattenerla sotto osservazione prima di dimetterla. Non le è stato riscontrato nulla di serio, se si eccettuano i segni evidenti di un trauma emotivo difficile da liquidare in poche ore.

I rilievi dei carabinieri e lo stato dell’immobile

Sul fronte investigativo, i carabinieri della compagnia di Pontremoli hanno avviato un’inchiesta per chiarire se la bombola – la cui manutenzione, assicurano gli inquirenti, sarà oggetto di perizia – presentasse vizi di fabbrica o fosse stata installata in modo non conforme. La procura, pur non avendo ancora aperto formalmente un fascicolo per disastro colposo o lesioni, ha comunque disposto i primi accertamenti tecnici. I vigili del fuoco, dal canto loro, hanno lavorato per ore al fine di mettere in sicurezza l’intera struttura: le travi, alcune delle quali mostravano evidenti segni di cedimento, e gli infissi divelti rendevano pericoloso qualsiasi accesso non regolamentato. La villetta è stata dunque dichiarata ufficialmente inagibile, e nessuno potrà rientrarvi se non dopo aver completato le opere di messa in sicurezza e ripristino.

La dinamica dello scoppio e le conseguenze immediate

Quel che colpisce, in questa vicenda di cronaca nera trattata con il dovuto riserbo, è la sequenza temporale: prima la fuga di gas, nell’oscurità della prima mattina, poi il boato che ha svegliato l’intera frazione di Groppoli. Nessun altro è rimasto ferito, sebbene alcune case limitrofe abbiano riportato lievi danni alle vetrate. La donna, che ora è fuori pericolo, potrà raccontare di aver sfiorato la morte nel sonno, senza però poterne comprendere fino in fondo la ragione. Le indagini, insomma, dovranno stabilire se si sia trattato di un semplice incidente domestico o di una negligenza più ampia. Per il momento, l’unica certezza è rappresentata dai rottami e da un’abitazione che, svuotata dei suoi arredi e della sua intimità, attende di essere ricostruita – o forse abbattuta.

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