L'ira di Trump contro Meloni: "Vuole tornare nostra amica per i consensi". La premier: "Pensa alla tua popolarità"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scelto ancora una volta il suo social network Truth per scatenare un nuovo e durissimo attacco contro la presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, in una escalation verbale che sembra non conoscere tregua.

Dopo aver scatenato un putiferio diplomatico con l'affermazione secondo cui la premier lo avrebbe "implorato" per farsi una foto insieme durante il recente vertice G7 in Francia, il leader della Casa Bianca è tornato a caricare, rinfacciando a Meloni il mancato sostegno italiano all'azione militare americana contro l'Iran e accusandola, senza mezzi termini, di cercare ora un riavvicinamento strumentale per risollevare la propria popolarità interna.

In un post che ha rapidamente fatto il giro del mondo, Trump ha scritto: "Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l'Iran, lei vuole tornare ad essere nostra amica per far salire i suoi numeri. No, grazie!!!".

La replica pungente della premier: "Pensa alla tua di popolarità"

La risposta di Giorgia Meloni non si è fatta attendere e, come ormai consuetudine in questo braccio di ferro a distanza, è arrivata sui medesimi canali social, mantenendo un tono di fermezza e sovranità nazionale che il governo italiano intende rivendicare.

La presidente del Consiglio ha replicato punto su punto al presidente americano, ribaltando l'accusa con un secco "Pensa alla tua di popolarità", per poi sottolineare come il suo consenso, a differenza di quanto sostenuto da Trump, non dipenda affatto dal rapporto con gli Stati Uniti, ma esclusivamente dalla sua capacità di difendere l'interesse nazionale italiano, cosa che ha sempre fatto.

"Presidente Trump, questi attacchi continui e immotivati sono privi di senso", ha scritto la premier, chiarendo che l'utilizzo delle basi militari americane sul suolo italiano è regolato da accordi che sono sempre stati rispettati e che, finché sarà a capo del governo, "non potranno essere violati".

La scintilla del contendere: il diniego alla base di Sigonella

Il nodo della discordia, come emerge dalle parole di Trump e dalle ricostruzioni della stampa internazionale, risiede nella vicenda che risale allo scorso marzo, quando il governo italiano negò agli Stati Uniti la possibilità di utilizzare le piste di atterraggio e le strutture della base militare di Sigonella, in Sicilia, per operazioni belliche legate al conflitto contro l'Iran.

Secondo quanto riferito da fonti vicine al governo, i bombardieri americani, decollati da basi nel Regno Unito, avevano richiesto l'autorizzazione a scalo tecnico a operazioni già in corso, senza aver seguito le procedure diplomatiche e parlamentari previste dagli accordi bilaterali che regolano l'uso delle basi, i quali richiedono un'approvazione specifica per attività che esulano dalla logistica ordinaria.

Un episodio che Trump ha definito un "grande disagio logistico" e un atto di ingratitudine, considerati i "centinaia di miliardi di dollari" che, a suo dire, gli Stati Uniti spenderebbero annualmente per la difesa dell'Italia e degli altri alleati Nato.

Le reazioni politiche in Italia e la scelta della fermezza

Lo strappo diplomatico, che ha messo in luce una frattura profonda tra due alleati storici, ha suscitato reazioni importanti anche all'interno della politica italiana, dove la maggioranza di governo si è stretta attorno alla premier respingendo con forza le parole del presidente americano.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, presidente della Commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, ha commentato l'accaduto con parole che non lasciano spazio ad ambiguità, dichiarando che "Trump non può offendere" e che "si deve profondamente scusare", aggiungendo che "siamo alleati, ma non siamo servi".

In un gesto che sancisce la freddezza dei rapporti, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inoltre deciso di cancellare una visita ufficiale prevista negli Stati Uniti all'inizio della prossima settimana, un segnale inequivocabile della tensione che attraversa i due Paesi.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.