Rottamazione quinquies e assalto ai conti, la doppia manovra del Fisco

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ECONOMIA

Redazione Economia Redazione Economia   -   La partita sulla rottamazione delle cartelle, lungi dall’archiviarsi con le ultime disposizioni normative, torna a infiammare il dibattito parlamentare. A dimostrarlo è il pacchetto di cinque emendamenti annunciato nel corso del convegno del Dipartimento Economia della Lega, tenutosi il 27 maggio scorso, che i rappresentanti della maggioranza si apprestano a depositare in Senato. economymagazine +3

Le proposte, come dichiarato dal deputato Alberto Gusmeroli, mirano a un triplice intervento correttivo: allargare le maglie della cosiddetta “rottamazione quinquies” includendovi i debiti derivanti da accertamenti fiscali, riaprire i termini per la “quater” a favore di chi ne è decaduto e, non meno rilevante, introdurre un blocco generalizzato ai pignoramenti sui conti correnti per chi ha inoltrato domanda di definizione agevolata. dirittobancario +3

La strategia politica, insomma, tenta di forzare la mano al Ministero dell’Economia, finora restio ad ampliare una misura che, nata come una pace fiscale definitiva, si è rivelata nei fatti assai più limitata delle aspettative iniziali. finanzaefisco +3

L’aggressività della riscossione coattiva

Mentre la politica discute di nuove sanatorie, l’apparato burocratico del fisco accelera senza sosta sulla via del recupero coattivo del credito.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha infatti avviato una campagna senza precedenti di pignoramenti dei conti correnti, colpendo imprese, professionisti e autonomi con un ritmo che ricorda poco le lentezze del passato. A rendere questo assalto possibile, e a renderlo anche particolarmente efficace, è stato il provvedimento n.

153611/2026 dell’Agenzia delle Entrate, che ha dato attuazione a quanto stabilito dalla Legge di Bilancio. tutelafiscale +3

In base a questo provvedimento, l’amministrazione finanziaria trasmette ora all’Agente della Riscossione i dati sensibili delle fatture elettroniche emesse dai debitori. Si tratta di un passaggio cruciale: conoscendo in anticipo i flussi di denaro – chi paga, chi deve incassare – l’esattore riesce a colpire il conto corrente quasi in tempo reale, mettendo le mani su somme che il debitore non ha ancora materialmente visto. informazionefiscale +3

Dati e algoritmi per stanare i debitori

La mole di informazioni a disposizione del fisco, ormai, è tale da rendere obsoleti i vecchi sistemi basati su cartelle e notifiche cartacee. L’incrocio tra l’Anagrafe dei rapporti finanziari e i dati delle e-fatture, come si legge nei piani operativi dell’Agenzia, consente di delineare un profilo finanziario preciso del contribuente prima ancora di procedere all’esecuzione. quifinanza +3

Le migliaia di notifiche già partite – e che continueranno a esserlo – hanno preso di mira in particolare chi presenta rateizzazioni decadute o debiti accumulati negli anni, con un’attenzione maniacale ai dettagli forniti dalla fatturazione elettronica.

La trasmissione delle informazioni, comunque limitata ai dati anagrafici strettamente necessari come codice fiscale, partita Iva e domicilio fiscale, avviene tramite canali telematici sicuri a testimonianza di come la procedura, pur aggressiva, cerchi di mantenersi entro i binari della legalità formale. dirittobancario +3

Rimane il fatto che, per il debitore, vedersi congelare il conto su basi predittive rappresenta uno choc difficilmente assorbibile senza una strategia di difesa immediata. finanzaefisco +3

Gli scudi a disposizione del contribuente

Di fronte a questa stretta, non tutte le speranze sono però perdute per chi si trova con il conto bloccato. La normativa offre alcuni varchi, a patto che si intervenga con la tempestività di un chirurgo.

La prima linea di difesa rimane la rateizzazione: presentare un’istanza di dilazione all’Agente della Riscossione e, cosa ancora più importante, versare la prima rata, determina la decadenza automatica dell’efficacia del pignoramento.

Tuttavia, esiste un cortocircuito burocratico non trascurabile legato ai tempi di comunicazione tra il Fisco e gli istituti di credito. fiscal-focus +3

Per questo motivo, l’onere di presentare la ricevuta del pagamento allo sportello bancario per chiedere lo sblocco immediato ricade spesso proprio sul contribuente, che deve agire prima che i fatidici sessanta giorni di “congelamento” scadano e la banca riversi definitivamente le somme allo Stato. Una strategia, questa, che richiede sangue freddo e una conoscenza puntuale delle scadenze. qdpnews +3

Chi invece si trova in una situazione di crisi strutturale più grave, può valutare lo scudo offerto dalla composizione negoziata della crisi, che sospende le azioni esecutive dei creditori, ma si tratta di un percorso ben più complesso della semplice corsa allo sportello. mysolution +3

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