Europei canottaggio 2025: i nove podi azzurri e i dubbi in vista di Amsterdam

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nove medaglie, due vittorie ma in specialità che non sono più nel programma olimpico – i doppi pesi leggeri – e una serie di bronzi, come quelli nei due senza e nell'otto, che rappresentano più un punto di partenza che un punto di arrivo. Il bilancio degli Europei di canottaggio 2025, ospitati con grande successo organizzativo dalla Schiranna di Varese, lascia l'Italia con un sorriso a metà tra la soddisfazione per il numero di podi e l'amarezza per le prestazioni altalenanti.

La flotta azzurra, guidata dal direttore tecnico Antonio Colamonici, ha raccolto un bottino complessivo di nove medaglie, quattro delle quali nelle specialità olimpiche e due in quelle paralimpiche, ma è emersa con chiarezza la necessità di ritrovare quella solidità che negli ultimi anni aveva fatto del quattro di coppia maschile un punto di riferimento assoluto.

L'esclusione che fa rumore

Il dato più eclatante, e forse il più difficile da digerire per il movimento, è rappresentato dalla clamorosa esclusione del quattro di coppia maschile dalla finale, un evento che ha assunto i contorni di una vera e propria sorpresa negativa per un equipaggio che ha dominato la scena internazionale nelle ultime stagioni e in una specialità, questa, in cui la tradizione italiana ha sempre fatto scuola.

L'eliminazione in batteria ha gettato un'ombra lunga sulla rassegna continentale, alimentando più di un interrogativo in vista degli appuntamenti di maggiore prestigio che attendono la Nazionale nei prossimi mesi. Se da un lato il numero complessivo di medaglie – nove – può apparire confortante, dall'altro la distribuzione dei colori e la qualità delle gare disputate suggeriscono una riflessione approfondita sullo stato di forma degli atleti e sulla capacità di incidere nelle discipline olimpiche, dove il livello di competitività è sensibilmente più alto.

Il settore di punta e le ammiraglie

A brillare, in questa edizione degli Europei, è stato soprattutto il settore di punta, con il due senza che ha regalato emozioni e piazzamenti di rilievo grazie alle imprese dei fratelli Alice e Giovanni Codato, protagonisti di una prova di carattere che li ha portati a conquistare il bronzo insieme a Laura Meriano e Matteo Lodo, confermando la crescita di un gruppo che sta pian piano trovando la propria identità.

Le ammiraglie, poi, hanno risposto presente con due terzi posti di tutto rispetto: l'otto maschile, composto da Luca Chiumento, Salvatore Monfrecola, Giovanni Abagnale, Matteo Sartori, Leonardo Pietra Caprina, Andrea Panizza, Nunzio Di Colandrea e Giuseppe Vicino con il timoniere, ha strappato un bronzo che sa di premio per la tenacia dimostrata in una gara dura e combattuta, mentre l'otto femminile ha seguito l'esempio dei colleghi maschi salendo sul terzo gradino del podio.

Un segnale positivo, certo, ma che lascia intravedere ampi margini di miglioramento se l'obiettivo è quello di tornare a giocarsi le posizioni che contano ai Giochi Olimpici.

La giornata conclusiva e l'argento di Perini

Nell'ultima giornata di gare, la spedizione azzurra ha saputo chiudere in grande stile la rassegna continentale disputata sul Lago di Varese, mettendo a segno altri quattro podi che hanno contribuito ad arrotondare il conto finale. Tra questi spicca la splendida medaglia d'argento conquistata da Giacomo Perini nel singolo paralimpico PR1, una prova di altissimo livello che ha visto l'italiano cedere il passo soltanto al britannico Pritchard, dominatore della specialità, ma che ha confermato la crescita esponenziale del nostro atleta nel panorama internazionale.

Accanto a questa prestazione, vanno ricordate anche le altre medaglie che hanno impreziosito il percorso degli azzurri, a cominciare dai due ori nei doppi pesi leggeri – specialità purtroppo non più contemplate nel programma olimpico – che rappresentano un'eccezionale vetrina per i nostri colori ma che, al contempo, non offrono certezze in chiave futura per le discipline che contano davvero.

Il "sistema Varese" e lo sguardo verso Amsterdam

Al di là del risultato tecnico, ciò che ha colpito osservatori e addetti ai lavori è stata la capacità organizzativa e l'entusiasmo del pubblico, con lo "stadio" della Schiranna gremito di gente pronta a sostenere i propri beniamini in un'atmosfera che ha trasformato Varese nella capitale europea del canottaggio per un intero fine settimana.

Le parole del direttore Pierpaolo Frattini, che ha definito l'evento "bello, molto bello", racchiudono il senso di una manifestazione che ha saputo valorizzare il lago e la città, facendo leva su quel "sistema Varese" capace di attrarre canottieri da tutto il mondo durante tutto l'anno.

Ora, però, la mente corre già ad Amsterdam, dove il livello si alzerà ulteriormente e dove l'Italia dovrà dimostrare di aver imparato la lezione di questi Europei: i dubbi sono tanti, a partire dalla gestione del quattro di coppia fino alla ricerca della giusta alchimia negli equipaggi olimpici, ma il materiale su cui lavorare c'è e la voglia di riscattarsi è palpabile tra gli atleti e lo staff tecnico, consapevoli che il percorso verso i grandi appuntamenti internazionali è ancora lungo e ricco di insidie.

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