Benedetta Rossi annuncia l'adozione di due bambine: "Siamo ufficialmente una famiglia"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La food blogger marchigiana Benedetta Rossi, classe 1972, originaria di Porto San Giorgio, e il marito Marco Gentili hanno annunciato sui social la conclusione del loro percorso di adozione internazionale. Con un lungo e commosso messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato da alcune immagini scattate durante il soggiorno in Costa Rica, la conduttrice e creator ha reso noto di aver accolto nella propria famiglia due sorelline, Natacha e Sharlyn, rispettivamente di dieci e nove anni.
"Il viaggio è arrivato a destinazione, siamo ufficialmente una famiglia", ha scritto Rossi nel post, che ha fatto il giro del web in poche ore, raccontando l'emozione del primo incontro e della stretta di mani che ha suggellato l'inizio di questa nuova avventura.
L'incontro in Costa Rica e il primo sguardo
La coppia si trova attualmente a San José, la capitale del Paese centramericano, dove ha potuto abbracciare per la prima volta le due bambine. "Natacha e Sharlyn sono due meraviglie, piene di luce e voglia di vivere", hanno commentato i neo-genitori, descrivendo l'emozione di essere stati accolti con corse e grida di "mamma e papà". Le parole affidate al profilo Instagram @fattoincasadabenedetta raccontano un momento di gioia intensa, paragonato al germoglio di un piccolo seme che cresce giorno dopo giorno.
La foto che accompagna l'annuncio, che ritrae quattro mani intrecciate, è diventata il simbolo di un'affermazione semplice e potente: "Non esistono parole per descrivere l'emozione del primo sguardo".
Il lungo iter dell'adozione internazionale
L'adozione di minori stranieri residenti all'estero segue in Italia una procedura complessa e rigidamente regolamentata dalla legge 184 del 1983 e successive modifiche, con l'obiettivo di tutelare il superiore interesse del minore. Per le coppie italiane, il percorso si apre con la dichiarazione di disponibilità al Tribunale per i Minorenni del distretto di residenza, a cui seguono indagini socio-assistenziali e il rilascio del decreto di idoneità.
Ottenuto questo provvedimento, gli aspiranti genitori hanno un anno di tempo per conferire un mandato a uno degli enti autorizzati dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), che curerà tutte le pratiche necessarie nel Paese di origine del minore. È obbligatorio avvalersi di questi enti, che fungono da ponte tra le autorità italiane e quelle straniere, gestendo la documentazione, le traduzioni e i contatti con l'Autorità Centrale del Paese estero.
In questo caso, la scelta è ricaduta sul Costa Rica, un Paese in cui le procedure di adozione internazionale sono gestite in collaborazione con il Patronato Nacional de la Infancia (PANI).
Il viaggio e l'incontro con le bambine
Ricevuta la proposta di abbinamento da parte dell'autorità straniera, che in Costa Rica ha individuato in Natacha e Sharlyn due minori dichiarati adottabili, la coppia si è recata nel Paese centramericano per il periodo di conoscenza e convivenza previsto dalla normativa locale. Secondo le prassi internazionali, questo soggiorno è fondamentale per permettere al minore e agli aspiranti genitori di costruire una relazione e per consentire alle autorità di valutare la qualità del legame che si sta instaurando.
Superata questa fase con esito positivo, l'ente autorizzato ha trasmesso la documentazione alla Commissione per le Adozioni Internazionali, che ha rilasciato l'autorizzazione all'ingresso e alla permanenza in Italia delle due sorelline, come previsto dall'art. 32 della legge 184/1983. Dopo il rientro in Italia, il Tribunale per i Minorenni provvederà alla trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile, attribuendo alle bambine la cittadinanza italiana.
Al termine dell'iter burocratico, resteranno da assolvere gli obblighi post-adozione, come la redazione di relazioni periodiche richieste dal Paese di origine per monitorare l'inserimento familiare e sociale delle minori.
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