Giuntoli al Festival dello Sport: «Kessie? Ho capito prima della Juve che potevo prenderlo»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Cristiano Giuntoli, direttore dell'area tecnica dell'Atalanta, è stato tra i protagonisti della nona edizione del Festival dello Sport di Trento, dove ha raccontato il nuovo corso nerazzurro insieme a Davide Zappacosta. L'incontro, intitolato «Una nuova Dea», si è tenuto al Palazzo della Provincia e ha offerto l'occasione per fare il punto sul mercato estivo e sull'avvio di stagione della squadra affidata a Maurizio Sarri.

L'operazione Kessie e il blitz sull'asse Bergamo-Torino

Tra i temi affrontati, Giuntoli si è soffermato sull'acquisto di Franck Kessie, arrivato in nerazzurro nelle ultime ore di mercato nonostante il centrocampista ivoriano sembrasse ormai destinato alla Juventus. «Facendo il surfista durante il mercato avevo capito che ci potesse essere qualche problemino di tempo con la Juventus», ha spiegato il dirigente, sottolineando come l'apertura immediata del giocatore e il rapporto di «fiducia e stima pazzesca» con Luca Percassi abbiano permesso di chiudere l'operazione in tempi rapidissimi.

«Siamo stati bravi e fortunati a chiudere velocemente», ha aggiunto.

Sarri e la necessità di tempo per assimilare i nuovi principi

Giuntoli ha poi difeso il lavoro di Sarri, reduce da un avvio di campionato altalenante con due vittorie nelle prime due giornate e tre sconfitte nelle successive tre. «Abbiamo giocato meglio nelle ultime tre partite, che abbiamo perso, rispetto alle prime due, in cui abbiamo fatto punti», ha dichiarato il direttore sportivo, evidenziando come la squadra sia «più corta» rispetto all'avvio e sia migliorata nel baricentro e nella produzione di tiri in porta. «Ora contano gli ultimi trenta metri ma ci vuole tempo, all'inizio Sarri fa molta didattica».

Il riferimento è al passaggio da un sistema basato sulla marcatura a uomo, eredità del ciclo Gasperini, a una filosofia orientata al controllo della palla e alla squadra corta. «Non sarà una sconfitta a cambiare il nostro approccio. Stiamo ragionando sulle prestazioni, il nostro è un percorso e c'è bisogno di tempo».

Gaetano, Kristensen, Elmas: le scelte di mercato

Il dirigente ha poi illustrato alcune delle operazioni condotte in estate, a partire da Gianluca Gaetano, prelevato dal Cagliari e impiegato come regista nel nuovo assetto. «Lo conosco da tanti anni, faceva l'attaccante e poi il trequartista. Cercavamo un centrocampista che si adattasse al gioco di Maurizio. Grande lavoratore, può essere utile anche per la Nazionale».

Spazio anche a Kristensen, definito «un giocatore di grande fisicità, molto veloce, tecnico nel giocare la palla», e a Elmas, il cui arrivo è stato tenuto segreto fino alla conclusione grazie alla riservatezza del giocatore e del Napoli. Nel corso del dibattito è emerso anche il quadro della rosa: con la lunga pausa per le nazionali, Sarri ha dovuto fare i conti con numerose assenze, ritrovandosi ad allenare un gruppo ridotto e attingendo anche ai ragazzi dell'Under 23.

Zappacosta e il cambio di metodo a Zingonia

Davide Zappacosta, che con Sarri aveva già lavorato al Chelsea vincendo l'Europa League, ha raccontato le sensazioni di questo nuovo inizio. «L'ho ritrovato pressoché uguale, se non un po' più elastico su alcune cose. È molto scrupoloso e cerca la perfezione». L'esterno ha spiegato come il cambio di guida tecnica abbia comportato una modifica profonda delle metodologie: «Stiamo lavorando molto di più perché all'Atalanta in questi anni abbiamo lavorato più sul seguire l'uomo, ora ci sono concetti completamente diversi che vanno assimilati».

Sul modello del club, Zappacosta ha aggiunto: «La forza dell'Atalanta è che non è cambiata. Il club è cresciuto, ha un blasone diverso, ma sono stati bravi i Percassi a mantenere la stessa mentalità e la stessa voglia di lavorare». Giuntoli ha confermato la peculiarità dell'ambiente: «A Zingonia il livello umano è altissimo, c'è tanta condivisione. Il settore giovanile è una miniera».

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