Elettrodomestici e smartphone difettosi: quando la garanzia si allunga di 12 mesi
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Redazione Economia
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Quando si ha a che fare con la tecnologia, l'imprevisto è spesso dietro l'angolo: un elettrodomestico che cede all'improvviso dopo pochi mesi di vita o un cellulare che comincia a dare problemi appena scaduta la copertura sono situazioni frustranti ma tutt'altro che inusuali. Il quadro normativo, però, ha di recente subito una svolta decisiva.
Dal 31 luglio 2026 è entrata in vigore la direttiva europea sul "diritto alla riparazione" (UE 2024/1799), un provvedimento pensato per responsabilizzare i produttori e tutelare maggiormente chi acquista, pur senza trasformarsi in una cambiale in bianco per i consumatori.
Come funziona l'estensione della garanzia
Il cuore della riforma riguarda i beni acquistati e ancora coperti dalla garanzia legale di conformità, quella che per legge dura due anni. Se un prodotto presenta un difetto in questo periodo, il consumatore può scegliere tra la sostituzione e la riparazione. Scegliendo la riparazione, la garanzia legale si estende di ulteriori dodici mesi a partire dal momento in cui l'intervento viene completato. La modifica interviene sulla direttiva sulla vendita dei beni (UE 2019/771) e si applica a tutti i prodotti di consumo, dagli elettrodomestici ai dispositivi elettronici.
L'obbligo di riparazione per i produttori
C'è poi un secondo pilastro, che scatta dopo la scadenza dei due anni. Il consumatore può rivolgersi direttamente al produttore per chiedere la riparazione del bene, anche al di fuori del periodo di garanzia legale.
L'obbligo riguarda i prodotti per cui esistono già requisiti di riparabilità a livello europeo, elencati nell'allegato II della direttiva: si va dalle lavatrici alle lavastoviglie, dai frigoriferi ai telefoni cellulari e ai tablet, passando per gli schermi elettronici e persino le biciclette elettriche e i monopattini, le cui batterie rientreranno nel campo di applicazione a partire dal 18 febbraio 2027.
I produttori devono eseguire l'intervento a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole, entro un tempo congruo, e non possono ostacolarlo con clausole contrattuali, restrizioni hardware o software.
I riparatori indipendenti, dal canto loro, devono poter accedere a parti di ricambio originali, usate, compatibili o persino stampate in 3D, senza che questo comprometta i diritti del consumatore. Un aspetto non secondario riguarda la trasparenza: chi effettua la riparazione può fornire un modulo informativo europeo standardizzato, che include il preventivo, le condizioni, i tempi previsti e la disponibilità dei ricambi. Una volta rilasciato, le condizioni indicate nel modulo restano valide per almeno trenta giorni.
L'etichetta Garan e la spinta alla durabilità
Sul fronte della trasparenza commerciale, dal 27 settembre 2026 è prevista un'altra novità: il regolamento di esecuzione (UE) 2025/1960 introduce l'etichetta armonizzata "Garan", un simbolo standardizzato che i produttori possono apporre volontariamente sulle confezioni per indicare la durata della garanzia commerciale di durabilità offerta, cioè quella che va oltre i due anni di legge. L'etichetta contiene un simbolo di spunta, un'icona a forma di calendario e un codice QR che rimanda a informazioni dettagliate sul portale "La tua Europa".
A questa si affianca l'avviso armonizzato sulla garanzia legale di conformità, la cui esposizione diventa obbligatoria nei negozi fisici e online, per ricordare ai consumatori quali sono i loro diritti di base.
Il contesto in cui si inserisce questa riforma è quello di una crescente attenzione alla longevità dei prodotti. Complici l'incertezza economica, l'inflazione e una maggiore sensibilità verso lo spreco, la durabilità non è più un semplice dettaglio tecnico ma un elemento centrale nelle scelte di acquisto, come ha rilevato una ricerca Ipsos Doxa per Miele presentata in occasione dei 65 anni dell'azienda in Italia.
La direttiva, in ogni caso, non si applica a tutti i prodotti indistintamente: restano fuori, per ora, diverse categorie di beni di consumo, e l'obbligo di riparazione riguarda esclusivamente i gruppi merceologici già coperti dai requisiti europei di riparabilità.
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