Lewandowski divide il Milan: Tare spinge per il colpo, Furlani frena sul polacco

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La prossima estate si profila come un crocevia decisivo per le ambizioni del Milan, e il nome di Robert Lewandowski, in scadenza con il Barcellona, è finito al centro di una strategia che sta spaccando la dirigenza rossonera. Il centravanti polacco, come riferito da 'Calciomercato.com', ha già deciso di non rinnovare il suo contratto con i blaugrana; dopo quattro stagioni in Catalogna, il numero 9 considera concluso il proprio ciclo e si sente pronto per intraprendere una nuova sfida. Una situazione, quella del futuro di Lewandowski, che ha attivato immediatamente le big italiane, con Milan e Juventus pronte a raccogliere l’eredità del bomber, nonostante una ricca offerta proveniente dalla Major League Soccer (MLS) – si vocifera dei Chicago Fire – stuzzichi in maniera particolare il suo entourage.

La cena di Tare e il precedente Modric

A Milano, intanto, la partita per assicurarsi le prestazioni del fuoriclasse è già entrata nel vivo. Igli Tare, direttore sportivo del Diavolo, ha incontrato a cena nei giorni scorsi il potente agente Pini Zahavi per gettare le basi di una trattativa che, in caso di esito positivo, regalerebbe a parametro zero un attaccante di livello mondiale. L'obiettivo del dirigente, chiaramente, è replicare l'operazione che un anno fa portò a Milanello Luka Modric, sfruttando i buoni rapporti con l'intermediario per chiudere un altro colpo a zero parametri; un’operazione che porterebbe qualità, leadership e quella fame di gol che, a tratti, è mancata in questa stagione.

Il no di Furlani: il fattore età e la linea green

Tuttavia, nonostante le pressioni dell'area tecnica – dove anche l'allenatore Massimiliano Allegri spingerebbe per un centravanti d'esperienza – l'amministratore delegato Giorgio Furlani frena qualsiasi entusiasmo, opponendo un vero e proprio muro all'arrivo del polacco. Secondo quanto riportato dal 'Corriere della Sera', Furlani non sarebbe affatto incline a puntare su un attaccante che compirà 38 anni, e questo nonostante i precedenti positivi di acquisti over 35 come Modric o, in un passato più remoto, Olivier Giroud. La sua linea, al contrario, è chiara e coerente con i parametri societari: il Milan deve investire su un profilo più giovane, con richieste economiche inferiori e in linea con un progetto di sostenibilità che guardi al futuro, non certo a un campione in fase calante.

La crisi di risultati e il peso Champions

Questa frattura strategica, evidente, si inserisce in un momento tutt'altro che sereno per l'ambiente rossonero. Solo un mese fa, dopo il trionfo nel derby dell'8 marzo, il Milan sembrava poter ambire a traguardi ben più prestigiosi; oggi, invece, la squadra è invischiata in una crisi di risultati che rischia seriamente di compromettere la qualificazione alla prossima Champions League. Le ultime sei giornate di campionato si trasformeranno quindi in un vero e proprio verdetto: l'accesso all'Europa che conta non è solo un obiettivo sportivo, ma una conditio sine qua non per alimentare le casse del club e, di conseguenza, per determinare l'aggressività della prossima campagna acquisti. In questo scenario, l'eventuale addio di Rafael Leao, contestato e probabile partente verso destinazioni come il Manchester United, potrebbe liberare ulteriore spazio in attacco, ma non cambierebbe la sostanza del braccio di ferro in corso tra Tare e Furlani.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.