Al-Jolani: il potere emergente in Siria
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Redazione Esteri
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Abu Mohammed al-Jolani, leader del gruppo armato Hayat Tahrir al-Sham (HTS), ha recentemente preso il controllo di Damasco, segnando la fine del regime di Bashar al-Assad. Al-Jolani, noto per la sua militanza jihadista, ha guidato una coalizione di formazioni islamiste salafite che, in pochi giorni, ha conquistato il Paese, costringendo Assad a rifugiarsi in Russia. La rapidità con cui le milizie di HTS hanno avanzato da Aleppo a Damasco ha sorpreso molti osservatori internazionali, che ora si interrogano sul futuro della Siria sotto la guida di al-Jolani.
Il leader di HTS, che ha istituito un governo semi-tecnocratico nell'Idlib, si è presentato come un partner valido negli sforzi regionali e occidentali per frenare l'influenza dell'Iran in Medio Oriente. Tuttavia, la sua ascesa al potere solleva preoccupazioni significative, data la sua storia di combattente alqaedista e la natura jihadista del suo gruppo. Nonostante ciò, alcune cancellerie occidentali hanno mostrato una certa condiscendenza nei confronti di al-Jolani, vedendolo come un possibile alleato contro l'espansione iraniana.
La presa di Damasco da parte di HTS rappresenta un cambiamento radicale nel panorama politico siriano. La coalizione guidata da al-Jolani ha dimostrato una capacità organizzativa e militare notevole, riuscendo a rovesciare un regime che aveva mantenuto il potere per oltre cinquant'anni. Ora, con Assad in esilio, la Siria si trova di fronte a un futuro incerto, con al-Jolani che cerca di consolidare il suo controllo e stabilire un nuovo ordine nel Paese.
In questo contesto, è fondamentale monitorare attentamente le mosse di al-Jolani e del suo gruppo, poiché il loro successo potrebbe avere ripercussioni significative non solo per la Siria, ma per l'intera regione.




