Alisha Lehmann contro i haters: “Pensano che mi alleni e poi faccia video su Tik Tok”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La fama, si sa, è una lama a doppio taglio: amplifica i successi ma espone anche a un livello di scrutinio che pochi, forse, sono pronti a sostenere. Alisha Lehmann, attaccante svizzera classe 1999, ne sa qualcosa. Con 15,7 milioni di follower su Instagram e altri 11,8 milioni su TikTok, la 26enne è di fatto la calciatrice più seguita al mondo, un’icona mediatica che ha calcato anche le passerelle della moda. Eppure, è proprio questa visibilità a trasformarsi nella sua croce più pesante, alimentando una narrazione distorta che lei, oggi, ha deciso di smontare senza mezzi termini in una lunga intervista rilasciata alla BBC Sport.

Lo sfogo: “Dopo le partite non vado a casa a fare i TikTok”

C’è chi la considera superficiale, chi riduce il suo impegno a un semplice contorno di una carriera costruita più sull’immagine che sul sudore. Per Lehmann, che pure ha alle spalle una carriera decennale tra West Ham, Everton, Aston Villa, Juventus e ora Leicester City, questa percezione genera una frustrazione palpabile. “A volte è frustrante”, ha confessato, sottolineando come molti osservatori esterni non colgano la sostanza del suo lavoro quotidiano. “Pensano che mi alleni e poi torni a casa a fare TikTok. Non è così”, ha tagliato corto, ribadendo con forza la propria professionalità. La sua routine, ha spiegato, è spartana e orientata esclusivamente alla prestazione: riposo, pisolino pomeridino e, quando i dati post-allenamento non sono soddisfacenti, giri di campo extra per limare i difetti. Una dedizione che trova conferma nelle parole del suo allenatore al Leicester, Rick Passmoor, che l’ha definita “incredibile”, sottolineando come lavori più di chiunque altro nel centro sportivo e come rappresenti un esempio di leadership e professionalità per l’intero spogliatoio.

Il peso delle critiche e il rischio dell’abbandono

La pressione, però, non è stata sempre gestibile. Lo sfogo di Lehmann si fa più intimo quando rievoca gli esordi, un periodo in cui i giudizi altrui rischiarono di soffocare la passione più grande. “Quando ero più giovane, non sapevo come gestire la situazione”, ha raccontato, riaffiorando a ricordi dolorosi. Ci sono stati momenti, ha ammesso, in cui era così triste da chiedere a sua madre se non avesse potuto smettere di giocare a calcio, nonostante fosse proprio quello l’amore della sua vita. “La gente non sa quanto impegno ci metto quando dice ‘Oh, non è una calciatrice’”, ha ribadito, spiegando come l’etichetta di “influencer” abbia spesso offuscato, agli occhi del pubblico, la sua identità di atleta. Una situazione paradossale, considerando che proprio grazie a quella popolarità sui social – che la vede superare di gran lunga colleghe come Alessia Russo o la leggenda Alex Morgan – Lehmann ha contribuito a portare il calcio femminile davanti a un pubblico nuovo e vastissimo.

L’addio all’Italia: “Como? Dopo un mese non mi piaceva”

A pesare nel racconto dell’attaccante elvetica è stata anche l’esperienza recente in Italia, conclusasi anzitempo. Arrivata con grandi aspettative dopo una stagione alla Juventus, Lehmann aveva firmato un contratto a lungo termine con il Como. Un’avventura durata poco. “Dopo un mese ho capito che non mi piaceva e volevo tornare in Inghilterra”, ha spiegato senza giri di parole, motivando la scelta con un chiaro giudizio sul livello del campionato: “Il calcio è migliore qui, e l’Inghilterra per me è come casa”. Un ritorno, quello al Leicester City, vissuto come un vero e proprio “homecoming” (ritorno a casa), dove ora è chiamata a una missione difficilissima: risollevare una squadra invischiata nella lotta per non retrocedere in Women’s Super League. Nonostante la classifica, Lehmann si concentra sul presente e sul dare tutto in campo per risalire la china, forte di una maturità conquistata proprio attraverso le avversità.

Una maturità ritrovata: “Ora non mi tocca più”

A distanza di anni da quei momenti di sconforto, il rapporto con le critiche è profondamente cambiato. Oggi, Alisha Lehmann appare più consapevole e blindata rispetto al giudizio altrui. “Ora sto bene, amo la mia vita e le persone che mi stanno intorno e non ne vengo influenzata”, ha dichiarato, sottolineando come abbia imparato a riconoscere le opinioni per ciò che sono: semplici punti di vista. “La gente può pensare quello che vuole, ma tutto ciò che faccio è orientato a essere la migliore giocatrice che posso essere”. Una dichiarazione di intenti che suona come una linea di demarcazione netta tra il personaggio pubblico, spesso ridotto a stereotipi, e l’atleta che, dati alla mano, continua a lavorare con la testa bassa e la determinazione di chi non intende più essere sottovalutata.

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