La lunga notte di Maignan, tra paura e sollievo: il portiere del Milan rientra a Milano dopo il trauma cranico

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mike Maignan, che già l’anno scorso era stato al centro di un vergognoso episodio di insulti razzisti da parte di alcuni tifosi udinesi, ieri sera è tornato al Bluenergy Stadium come uno dei giocatori più osservati. Non solo per la sua classe, ma anche per il clima teso che lo precedeva: nei giorni scorsi, infatti, era comparso uno striscione contro di lui, mentre la curva bianconera aveva annunciato una contestazione. Ma ciò che ha segnato la serata non è stato il rumore della protesta, bensì il silenzio carico di preoccupazione dopo lo scontro con il compagno Alex Jimenez.

Le immagini dello choc, ripetute più volte, hanno mostrato un impatto durissimo, tanto da costringere il portiere francese a lasciare il campo in barella e a essere trasportato d’urgenza in ospedale. Una notte di osservazione, accertamenti, attesa. Poi, finalmente, il comunicato del Milan: "Esito negativo". Un respiro, quello collettivo, che ha fatto da contraltare alla paura iniziale. Maignan ha riportato un trauma cranico, ma le conseguenze, per fortuna, si sono rivelate meno gravi del temuto.

Stamattina, secondo quanto riportato da Carlos Passerini del Corriere della Sera, il numero uno rossonero è stato dimesso dall’ospedale di Udine e ha già iniziato il viaggio di ritorno verso Milano. Ora inizia la fase di recupero, per la quale non esistono tempi precisi: trattandosi di un atleta, il protocollo prevede cautela, e difficilmente si potrà parlare di un rientro in meno di due settimane. Quel che conta, però, è che il peggio sia passato.

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