Lautaro nella storia dell'Inter: terzo marcatore di sempre, la rimonta e le polemiche su San Siro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di San Siro regala un'altra pagina di storia nerazzurra, cucita addosso al numero dieci che da anni ne è il faro e il capitano. Con la doppietta messa a segno nella vittoria per 3-2 contro il Napoli, Lautaro Martinez ha infatti raggiunto e superato un traguardo che lo consegna definitivamente all'olimpo del club: quello del terzo miglior cannoniere di sempre in Serie A con la maglia dell'Inter e, al contempo, del miglior marcatore straniero della storia nerazzurra.

Un'impresa che porta la firma di un giocatore ormai leggendario, capace di trasformare una serata complicata in una rimonta da ricordare, e di scolpire il proprio nome a fianco di quelli di Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi, due mostri sacri che solo il tempo e la fame del Toro potranno avvicinare.

La doppietta che vale la storia: i numeri di un record

Le due reti che hanno deciso il match contro il Napoli non sono state soltanto decisive per la classifica, ma hanno permesso a Lautaro Martinez di issarsi a quota 134 gol in campionato con la casacca nerazzurra. Un bottino che gli consente di superare la leggenda ungherese Istvan Nyers, fermo a 133, e di piazzarsi alle spalle del monumentale Benito Lorenzi, che con 138 reti è attualmente il secondo nella classifica dei migliori marcatori dell'Inter nella massima serie.

Davanti a tutti, come una vetta difficile da scalare, resta il mito di Giuseppe Meazza con i suoi 197 gol, ma la distanza che separa il capitano argentino da Lorenzi è ormai ridotta a soli quattro gol, un divario che, a giudicare dalla fame e dalla determinazione mostrata in campo, potrebbe essere colmato molto presto.

Considerando tutte le competizioni, il bottino di Lautaro è ancor più impressionante, raggiungendo quota 177 reti in 379 presenze, a testimonianza di una continuità e di una capacità realizzativa che pochi altri attaccanti al mondo possono vantare in questo momento.

L'urlo sulla balaustra e la foto che diventa cult

Ma la serata del capitano non è stata solo una questione di numeri e statistiche, perché il calcio è fatto anche di gesti, di emozioni e di quegli attimi che restano impressi nella memoria collettiva dei tifosi. L'immagine che sta facendo il giro del web è quella di Lautaro che, dopo il gol del definitivo 3-2, si arrampica sulla balaustra di San Siro con la vena al collo e gli occhi fuori dalle orbite, quasi in uno stato di trance che racconta tutta l'intensità di un momento vissuto con un'energia pazzesca.

Un'esultanza che è ormai diventata il suo marchio di fabbrica, ma che in questa occasione ha assunto un significato ancora più speciale, quasi come una liberazione dopo le settimane di amarezza per la finale del Mondiale giocata da spettatore. In quella foto si legge tutta la sua voglia di riscatto, la rabbia di chi ha dovuto guardare la conquista della Coppa del Mondo dalla panchina e che ora, sul palcoscenico che più gli appartiene, ha deciso di prendersi una rivincita personale.

Tra polemiche arbitrali e gol decisivi: il caso Lautaro

Come spesso accade quando un giocatore è protagonista assoluto, la prestazione di Lautaro Martinez non è stata esente da polemiche, che hanno finito per alimentare il dibattito sulla gestione arbitrale della partita. Già ammonito, il capitano nerazzurro è stato al centro di alcuni episodi controversi, tra cui un contatto con Rafa Marin del Napoli che secondo alcune ricostruzioni avrebbe meritato un secondo cartellino giallo.

Tuttosport, in particolare, ha sottolineato come l'intervento sia apparso volontario e come l'arbitro Simone Sozza abbia scelto di non estrarre il secondo cartellino, una decisione che ha inevitabilmente acceso gli animi e che, a posteriori, si è rivelata decisiva per le sorti del match.

A spezzare una lancia a favore dell'argentino ci ha pensato però l'ex arbitro Gianpaolo Calvarese, il quale ha analizzato l'episodio sostenendo che Lautaro, pur con vigoria, abbia agito nei limiti consentiti dal regolamento, guadagnando uno spazio che gli competeva senza commettere fallo da ammonizione.

La rivincita del Toro: dalla delusione Mondiale alla gioia di San Siro

La doppietta al Napoli e la scalata alla classifica dei marcatori rappresentano per Lautaro Martinez molto più di un semplice traguardo statistico. Sono la risposta concreta a un'estate di sacrifici e di delusioni, quella che lo ha visto protagonista in nazionale ma non nella finale del Mondiale, quando il ct Scaloni lo ha lasciato in panchina per tutti i 120 minuti della sfida persa contro la Spagna.

Le lacrime di quella sera, la frustrazione per non aver potuto aiutare i compagni nel momento più importante, si sono trasformate in carburante per la nuova stagione, in una fame che si è vista tutta nella corsa, nella grinta e nella determinazione con cui ha trascinato l'Inter alla rimonta. Il gol del 3-2, arrivato oltre il novantesimo, è stato il suggello di una partita che l'anno scorso i nerazzurri avrebbero probabilmente perso, come ha ammesso lo stesso Lautaro, e che invece quest'anno è diventata un simbolo di una mentalità diversa, più solida e consapevole.

Verso il record: un futuro già scritto

Con 134 gol in Serie A, Lautaro Martinez ha ormai la possibilità concreta di diventare il secondo miglior marcatore della storia dell'Inter in campionato, con Benito Lorenzi che è ormai a portata di mano e che rappresenta il prossimo obiettivo di una carriera già straordinaria. L'argentino, che ha dimostrato di sapersi caricare la squadra sulle spalle nei momenti più difficili, ha tutte le carte in regola per continuare a scrivere pagine importanti della storia nerazzurra, regalando ai tifosi emozioni che vanno ben oltre il semplice risultato.

La foto sulla balaustra, con il padre e il figlio sullo sfondo, è già diventata un'icona di questa nuova era dell'Inter, quella in cui il capitano non si limita a segnare, ma trascina con sé un'intera città, facendo della sua voglia di riscatto la benzina per alimentare i sogni di tutti.

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