Cristina Plevani e il prezzo amaro del ritorno al Grande Fratello

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un bilancio in chiaroscuro, tra lacrime versate in solitudine e la consapevolezza di un ruolo marginale, segna il ritorno di Cristina Plevani nel programma che la lanciò venticinque anni fa. La vincitrice della prima edizione del Grande Fratello, reduce dal trionfo all'Isola dei Famosi, è stata infatti una degli opinionisti della diciannovesima edizione, un'esperienza che lei stessa ha definito profondamente diversa dalle aspettative-2-6. In un lungo sfogo social, seguito alla finale che ha incoronato Anita Mazzotta, la Plevani ha ammesso senza giri di parole di essersi spesso sentita "inutile" e "sminuita", descrivendo persino alcuni pomeriggi passati a piangere in camerino, con le lacrime che continuavano a scendere anche il giorno dopo, durante il viaggio in treno-2. Una sensazione di inadeguatezza, quella del "non abbastanza", che l'ha accompagnata per tutta la durata del programma, nonostante le rassicurazioni ricevute dalla produzione sulle dinamiche televisive e sui tagli tecnici inevitabili in un reality show-2-6.

Una gerarchia in studio e lo spazio ridotto

La delusione della Plevani affonda le radici in una percezione netta di marginalità, acuita dall'arrivo in corsa di Sonia Bruganelli nel ruolo di opinionista principale. Fu proprio una battuta della Bruganelli, per quanto pronunciata ridendo, a chiarire una gerarchia di ruoli che fino a quel momento poteva essere solo intuita: rispondendo al saluto di Floriana Secondi, che si riferiva a lei come all'"altra panelista", Sonia specificò "Voi siete i panelisti, io l'opinionista". Quell'episodio, raccontato dalla stessa Plevani, ha messo in luce un dualismo in studio che ha ulteriormente compresso i tempi a disposizione del trio composto da ex gieffini, relegandoli a un ruolo di secondo piano sebbene l'ingaggio fosse stato presentato come un ritorno alle origini per celebrare i venticinque anni del programma.

Il contesto di un'edizione sottotono

Il malessere vissuto dalla Plevani si è inserito in un contesto generale di difficoltà per l'intera edizione, che si è chiusa con un record negativo negli ascolti. La finale, trasmessa il 18 dicembre, è stata la meno vista nella storia venticinquennale del reality, con appena 1 milione e 620mila spettatori e uno share del 14.3%, un crollo significativo rispetto al 22% della finale dell'anno precedente. Un dato che ha sancito il primato di Rai 1 in prima serata con la fiction "Un Professore" e che ha reso manifesta la perdita di appeal di un format ormai considerato da molti osservatori stanco e prevedibile. La stessa conduzione di Simona Ventura, verso cui la Plevani ha comunque speso parole di gentilezza e rispetto, è stata oggetto di critiche per una certa dipendenza dal gobbo e una gestione non sempre incisiva delle dinamiche.

I ricordi positivi e l'addio alla casa

Nonostante la delusione professionale, il bilancio di Cristina Plevani non è totalmente amaro. Nel suo post di addio ha voluto ricordare il clima positivo creatosi con i colleghi Ascanio Pacelli e Floriana Secondi, definendo "una grande fortuna" averli conosciuti e sottolineando come non ci fossero "prime donne" né tentativi di prevaricazione tra di loro. Ha anche espresso gratitudine per essere stata "coccolata" dallo staff del programma e per l'opportunità di aver lavorato con Simona Ventura. Uniche note di luce in un'esperienza che, per lei, è stata soprattutto un confronto con i propri limiti e con le logiche ferree del palinsesto, lontane dall'idea romantica del ritorno nella casa che l'aveva resa celebre.

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