Bill Gates sul caso Epstein: "Mi pento di ogni minuto" mentre emergono nuovi video dal carcere
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Redazione Esteri
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In una recente e rara intervista, Bill Gates, il fondatore di Microsoft, ha espresso un "pentimento" per il tempo trascorso con Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nel 2019 mentre era atteso per processo per traffico di minori. "Mi pento per ogni singolo minuto" speso in sua compagnia, ha dichiarato Gates, il cui nome compare ripetutamente in migliaia di pagine di documenti e email dell'imprenditore, resi pubblici dalle autorità giudiziarie statunitensi. Il magnate della tecnologia, però, ha anche tenuto a precisare, nel corso del colloquio, di non avere nulla di cui rimproverarsi per quanto concerne le sue relazioni, ribadendo come quei contatti fossero legati alle sue attività filantropiche. Una posizione che, stando a quanto trapela dalle carte, non avrebbe pienamente convinto l'ex moglie Melinda French Gates, la quale, in passato, avrebbe sollecitato spiegazioni più dettagliate sui reali e precisi rapporti intrattenuti dal marito con la figura controversa.
Il video inedito e le inquietanti dichiarazioni di Epstein
Parallelamente alle dichiarazioni di Gates, il Dipartimento della Giustizia ha diffuso del materiale video inedito, girato presumibilmente all'interno della cella dove Epstein era detenuto. Nel filmato, il finanziere si rivolge a due donne non identificate, descrivendo alcuni aspetti della sua vita carceraria; tra questi, afferma di aver attaccato al muro della sua cella delle fotografie che le ritraevano. Una dichiarazione, questa, che si aggiunge a un quadro investigativo già estremamente complesso e che le autorità stanno esaminando, sebbene il contesto esatto della conversazione e l'identità delle interlocutrici restino al momento avvolti nel mistero. La pubblicazione di tali immagini fa parte di un più ampio processo di trasparenza voluto dagli inquirenti, i quali hanno progressivamente desecretato una mole cospicua di documenti legati al caso.
Le email e le ombre sul divorzio Gates
La filantropa Melinda French Gates, la cui figura era sempre stata mantenuta lontana dai riflettori della cronaca mondana, è finita inevitabilmente al centro della vicenda, non come diretta coinvolta ma come parte di un retroterra matrimoniale messo a dura prova. Dai file pubblicati, infatti, emerge con chiarezza una conoscenza, confermata anche da diverse fotografie, tra Bill Gates e Epstein. Una conoscenza che andava oltre il formale scambio di convenevoli, come sembrerebbe dimostrare una email nella quale lo stesso Epstein scriveva a Gates, menzionando delle medicine somministrate di nascosto a Melinda. Il riferimento, stando al contenuto del messaggio, era a una malattia venerea che Gates avrebbe contratto durante un incontro con delle donne e che avrebbe poi trasmesso alla moglie, un episodio che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe contribuito ad accelerare la crisi coniugale culminata poi nel divorzio milionario.
L'inchiesta prosegue tra vecchie piste e nuovi elementi
La diffusione dei video e delle migliaia di pagine di documenti non chiude il caso, ma anzi riapre scrutinio su una rete di relazioni che univa il mondo della finanza, della politica e della filantropia alla figura di Epstein. Gli investigatori, da parte loro, continuano a esaminare il materiale, concentrandosi su ogni possibile connessione e testimonianza che possa far luce sull'entità della rete e sugli abusi commessi. L'obiettivo dichiarato resta quello di fare piena giustizia per le vittime, un sentimento ribadito anche da Melinda French Gates in una sua dichiarazione pubblica. Il percorso giudiziario, nonostante la morte dell'imputato principale, va quindi avanti, cercando di ricostruire una verità fatta di viaggi, incontri e dinamiche di potere che per anni sono rimaste nascoste.




