Papa Leone XIV e il sassofonista dei Blues Brothers: lo scambio di doni al Meeting di Rimini
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un incontro dal sapore vagamente cinematografico, capace di mescolare la sacralità del soglio pontificio con la memoria di uno dei cult movie più amati degli anni Ottanta, è andato in scena sabato pomeriggio alla Fiera di Rimini, dove Papa Leone XIV, durante la sua visita al Meeting per l'amicizia fra i popoli, ha incontrato Louis "Blue Lou" Marini, storico sassofonista della Blues Brothers Band.
Il breve ma significativo scambio, avvenuto davanti allo stand dei media vaticani, ha regalato un momento di leggerezza e ha svelato un legame personale e affettivo che il Pontefice, fin dai tempi del seminario a Chicago, coltiva con il celebre film di John Landis.
Un "Papa Cool" e gli occhiali di un giovane seminarista
Il siparietto, tanto inaspettato quanto spontaneo, ha avuto come protagonisti un omaggio e un dono. "Blue Lou" Marini, accompagnato dalla moglie Carmen, si è presentato con una custodia per occhiali Ray-Ban, dichiarando che la montatura non era per lui ma destinata al Santo Padre, aggiungendo con una punta di ironia di aver desiderato incidervi le parole "Papa Cool".
Quegli occhiali, dalla montatura inconfondibile, non rappresentavano un semplice regalo di cortesia, ma un pezzo di storia personale del Papa: sono infatti lo stesso modello indossato da un giovane Robert Francis Prevost in una fotografia scattata a Chicago, quando il futuro pontefice era ancora seminarista.
L'immagine, che ritrae Prevost vestito come uno dei Blues Brothers con tanto di completo scuro, cappello e occhiali neri, è stata resa pubblica lo scorso novembre nel documentario vaticano "Leo from Chicago" e testimonia la passione giovanile del Papa per il film.
Rosari in cambio di Ray-Ban, la battuta sulla "missione per conto di Dio"
Il gesto di Marini, che così restituiva idealmente a Leone XIV un pezzo della sua giovinezza, è stato ricambiato dal Papa con un dono spirituale: due rosari, consegnati personalmente al musicista come segno di benedizione. Un dialogo fatto di sorrisi e poche parole, durante il quale il Pontefice, con quella che è ormai una sua cifra stilistica, ha saputo citare il film con disinvoltura.
Riferendosi a "Blue Lou", Leone XIV ha scherzato commentando che il musicista sta ancora portando avanti una "missione per conto di Dio", un'evidente citazione di una delle frasi simbolo del film cult, ma anche un modo per sottolineare il valore profondo e quasi vocazionale dell'arte e della musica che il sassofonista rappresenta. La scena ha catturato l'attenzione delle 60.000 persone presenti in Fiera e ha rappresentato uno dei momenti più curiosi e virali dell'intera visita papale.
Dai Blues Brothers a Sant'Agostino: la visita del Pontefice
L'incontro con Louis Marini è stato però solo uno dei tanti momenti di una giornata fitta di impegni per Leone XIV, che ha fatto il suo ingresso a Rimini nel pomeriggio accolto da un boato e da un clima da stadio, con oltre 55.000 persone che gremivano i padiglioni. Prima del discorso, il Papa ha compiuto un giro tra la folla, benedicendo bambini e adulti e fermandosi a visitare due mostre, quella dedicata a Sant'Agostino e quella su Léon Harmel, prima di raggiungere il Villaggio ragazzi.
A 44 anni dall'ultima presenza di un pontefice al Meeting di Rimini, quando parlò Giovanni Paolo II, Leone XIV ha portato il suo messaggio di speranza e responsabilità, sottolineando l'importanza dell'impegno della Chiesa e del movimento di Comunione e Liberazione, e concludendo il suo discorso di 22 minuti, interrotto più volte dagli applausi, con un augurio di "buon cammino".
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