Una nave russa nelle acque britanniche, Londra avverte: "Basta, siamo pronti"
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Redazione Esteri
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Mentre l'Ucraina fa la conta delle vittime dopo l'ennesimo attacco ai civili, una tensione sotterranea, fatta di azioni sotto la soglia del conflitto aperto ma non per questo meno pericolose, continua a serpeggiare in Europa. Allarmi per missili, sconfinamenti di droni, sabotaggi a infrastrutture critiche si susseguono in una guerra ibrida che affianca, con inquietante parallelismo, le operazioni militari convenzionali. A questo quadro già complesso, si è aggiunto un nuovo e pericoloso episodio che ha visto una nave militare russa entrare nelle acque territoriali britanniche, un atto che ha spinto Londra a innalzare il livello dello scontro verbale con Mosca.
L'allarme del ministro Healey
La Ministra degli Esteri Yvette Cooper, la cui dichiarazione è stata categorica nell'affermare che il governo britannico "vede e sa" cosa sta facendo la Russia, ha lasciato il posto a toni ancor più diretti da parte del Segretario alla Difesa John Healey. Quest'ultimo, recatosi a Plymouth dopo un briefing a Downing Street, ha lanciato un monito inequivocabile, sottolineando come la minaccia sia "continua" e come le forze del Regno Unito siano pronte a difendersi. "Il mio messaggio a Vladimir Putin è: vi osserviamo. Vi seguiamo", ha dichiarato Healey, delimitando con chiarezza i confini oltre i quali la pazienza di Londra si esaurirebbe. Se l'imbarcazione, infatti, dovesse "spostarsi verso sud", il governo britannico avrebbe "diverse opzioni militari sul tavolo", delle quali, com'è ovvio, non ha voluto rivelare i dettagli per non concedere alcun vantaggio tattico all'avversario.
La Yantar, un'ospite indesiderata
L'unità al centro della contesa, identificata come la Yantar, non è nuova a questo tipo di operazioni, avendo già compiuto una simile incursione nelle stesse acque all'inizio dell'anno. Il suo transito, che desta preoccupazione per la natura stessa del vascello, spesso associato ad attività di intelligence e di mappatura di infrastrutture sottomarine sensibili, è stato accompagnato da un gesto particolarmente provocatorio: l'aver puntato dei laser contro i piloti della Royal Air Force decollati per intercettarla. Una manovra, questa, non solo intimidatoria ma anche potenzialmente pericolosa per la sicurezza del volo, che ha contribuito ad accrescere il nervosismo delle autorità.
Una risposta determinata
L'episodio, il secondo del suo genere in pochi mesi, viene interpretato come un test deliberato da parte russa per saggiare i tempi e i modi di reazione della Gran Bretagna e, più in generale, della NATO. La risposta di Londra, per il momento confinata a un robusto schieramento diplomatico e a un rafforzamento della vigilanza, sembra voler comunicare che la soglia di tolleranza per simili azioni si sta assottigliando. Senza speculare su sviluppi futuri, il governo britannico ha dunque scelto di mostrare i muscoli, dichiarando pubblicamente la propria preparazione a un'eventuale escalation, mentre continua a monitorare ogni movimento del vascello nelle acque nazionali.




