Assalto di migranti a Ceuta, la Spagna mobilita l'esercito e l’Italia minaccia di sospendere Schengen
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Redazione Esteri
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Migliaia di persone hanno preso d'assalto la frontiera di Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa nordafricana, in quella che è stata definita una vera e propria "valanga umana" che ha sopraffatto le forze di polizia locali. La maggior parte dei migranti, provenienti dal Marocco, ha superato la doppia barriera di confine e si è riversata a nuoto lungo la scogliera del Tarajal, mentre altri hanno percorso il breve tratto di mare che separa le due città, approfittando del mare calmo e della finestra di opportunità offerta dal bel tempo.
Nell'arco di poche ore, la tensione è degenerata in una crisi umanitaria di vaste proporzioni che ha spinto il governo di Madrid a richiedere l'intervento dell'esercito e ha generato un immediato contraccolpo politico a livello europeo, con l'Italia che ha ventilato l'ipotesi di sospendere gli accordi di Schengen con la Spagna.
La "valanga umana" e il naufragio della speranza
Le scene che si sono susseguite nel corso della giornata di ieri hanno restituito l'immagine di un caos totale, con centinaia di giovani, ma anche donne con bambini in braccio e persino persone con disabilità, che si sono gettate in acqua o hanno aggirato i frangiflutti per mettere piede sul suolo europeo. Secondo le stime raccolte dai media spagnoli, il numero di persone che sono riuscite a entrare a Ceuta potrebbe aggirarsi tra le duemila e le diecimila, sebbene le autorità non abbiano ancora diffuso un bilancio ufficiale.
Le immagini dell'emittente marocchina Chouf TV, riprese da Reuters, mostrano il momento drammatico in cui i migranti si gettano in mare dalla scogliera, mentre la Guardia Civil e i servizi di soccorso, rapidamente sopraffatti, si concentrano sul recupero dei corpi e sull'assistenza ai feriti. In mare sono stati recuperati i corpi senza vita di almeno undici migranti, un numero che si aggiunge alle decine di vittime già registrate dall'inizio dell'anno lungo le coste dell'enclave.
Juan Francisco, un agente del gruppo speciale attività subacquee della Guardia Civil, ha raccontato alla radio Cadena Cope il salvataggio di un neonato che la madre portava sulla schiena, descrivendo la disperazione di chi usa come galleggianti giocattoli o bottiglie di plastica pur di raggiungere l'Europa a ogni costo.
La risposta di Madrid: stato di emergenza e arrivo dell'esercito
Di fronte all'ondata migratoria senza precedenti, il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha descritto la situazione come un'assoluta emergenza umanitaria e sociale, sollecitando il governo centrale a dichiarare lo stato di emergenza nazionale per motivi di sicurezza. Il governo spagnolo, dopo una iniziale cautela, ha deciso di mobilitare l'esercito per supportare la Guardia Civil nel controllo del confine e nella gestione dell'ordine pubblico.
Ai sessanta militari del Grupo di Riserva di Sicurezza già stanziati in via permanente, si sono aggiunti un primo plotone di venti uomini e altri due contingenti da quaranta unità ciascuno. Sul fronte marittimo, oltre alle motovedette e ai gommoni già in servizio, è stata dirottata la nave della Marina militare "Duque de Ahumada", mentre i controlli saranno intensificati con l'impiego di droni e un elicottero.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato la sua visita a Ceuta per venerdì, accompagnato dal ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, mentre la Commissione Europea ha offerto alla Spagna l'assistenza di Frontex, l'agenzia per la protezione delle frontiere esterne dello spazio Schengen.
Le polemiche diplomatiche: l'Italia e la minaccia a Schengen
La crisi di Ceuta ha immediatamente acceso un acceso dibattito politico, con l'Italia che è stata la prima capitale europea a commentare gli eventi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito le immagini provenienti dall'enclave spagnola "impressionanti", sottolineando che l'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei.
La premier ha annunciato che l'Italia è pronta a intervenire con strumenti straordinari, non escludendo la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna, una mossa che avrebbe ripercussioni sui controlli nei porti e negli aeroporti tra i due Paesi. La posizione italiana è stata sostenuta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X ha dichiarato di essere favorevole alla chiusura di Schengen, e dal vicepremier Matteo Salvini, che ha rievocato i suoi anni di processo per la difesa dei confini italiani.
La reazione della Spagna non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha convocato l'ambasciatore italiano a Madrid per chiedere chiarimenti, definendo le dichiarazioni italiane "inappropriate" per un Paese partner e amico, oltre che accuse di "demagogia di parte".
Il ruolo del Marocco e le cause di una crisi annunciata
L'ondata migratoria solleva inevitabili interrogativi sul ruolo delle autorità marocchine. Il quotidiano spagnolo El Mundo ha sottolineato come un movimento di tale portata sia inconcepibile senza una sostanziale passività di Rabat, che in passato ha già utilizzato la frontiera come strumento di pressione diplomatica, come accaduto nel maggio del 2021, quando oltre 8.000 persone entrarono a Ceuta in due giorni durante la crisi per il ricovero del leader del Fronte Polisario.
Sebbene il Ministero dell'Interno spagnolo abbia definito "esemplare" la collaborazione con il Marocco, testimonianze sul campo e fonti della Guardia Civil descrivono l'assistenza marocchina come insufficiente a contenere la pressione.
Tra i fattori che hanno alimentato l'esodo, oltre alla povertà e all'assenza di prospettive, figurano le aspettative generate dai social network e la recente sentenza del Tribunale Supremo spagnolo, che ha escluso i respingimenti immediati per i migranti intercettati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta o Melilla a nuoto, una decisione che le reti di trafficanti avrebbero sfruttato per incentivare le partenze.
Spagna e Marocco hanno concordato di adottare misure per il rimpatrio "il prima possibile" di tutte le persone entrate illegalmente a Ceuta, mentre il governo di Madrid accelera sull'intesa con Rabat per la consegna dei migranti, nel tentativo di ripristinare il controllo su una frontiera che rappresenta una delle principali porte d'accesso all'Europa per i migranti subsahariani.
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