Morta Nadia Cassini, Lino Banfi la ricorda: "Una brava donna, ultimamente soffriva molto"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nadia Cassini, icona del cinema italiano degli anni ’70, è morta il 18 marzo a Reggio Calabria all’età di 76 anni. La notizia, annunciata dalla figlia Kassandra Voyagis attraverso un post su Instagram, ha suscitato immediatamente un’ondata di cordoglio. "Riposa in pace, mamma. Il dolore e la tristezza sono insopportabili", ha scritto Voyagis, accompagnando il messaggio con una foto scattata durante l’estate scorsa, l’ultima insieme. La scomparsa dell’attrice, che da tempo lottava contro una malattia, ha lasciato un vuoto non solo nella sua famiglia ma anche nel mondo dello spettacolo, dove aveva lasciato un segno indelebile.

Lino Banfi, storico collega e amico, ha voluto ricordarla con un video pubblicato sui social, definendola “una brava ragazza, una brava donna”. Banfi, che con Cassini aveva condiviso numerosi set cinematografici durante l’epoca d’oro della commedia sexy all’italiana, ha anche accennato alle sue ultime sofferenze: “So che ultimamente stava male, soffriva molto”. Un ricordo intimo e sincero, che restituisce l’immagine di un’artista amata e rispettata dai colleghi, oltre che dal pubblico.

Nata come Gianna Lou Müller, Nadia Cassini aveva conquistato il pubblico non solo per la sua bellezza universale e il fascino esotico, ma anche per la capacità di interpretare ruoli che, pur inseriti in un genere spesso considerato leggero, richiedevano una presenza scenica non comune. La sua carriera, iniziata negli anni ’70, l’aveva vista protagonista di pellicole che sono diventate cult, accanto a figure come lo stesso Banfi, in un’epoca in cui la commedia sexy rappresentava un fenomeno di costume e di rottura con i tabù del passato.

Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha voluto esprimere il cordoglio della città per la scomparsa dell’attrice, sottolineando il legame che Cassini aveva mantenuto con il territorio calabrese. Un legame che, pur non essendo stato sempre al centro della sua vita pubblica, era rimasto parte integrante della sua identità.

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