Diabete: un nuovo modello di assistenza e terapie innovative per una gestione più efficace

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il diabete, una patologia cronica e sistemica che colpisce milioni di persone in Italia, richiede un approccio sempre più articolato e integrato, capace di andare oltre la semplice gestione della malattia per affrontare le comorbidità e la complessità della multi-cronicità. A Roma, il 20 marzo, è emersa con forza la necessità di un nuovo modello di assistenza che ponga il diabetologo al centro, non solo come specialista ma come figura manageriale in grado di coordinare un percorso di cura più efficace e personalizzato. Tra le priorità indicate, vi è la semplificazione della Nota 100 di Aifa, strumento fondamentale per garantire un accesso rapido ed efficiente alle terapie, ma che oggi si scontra con una burocrazia spesso farraginosa.

Altro nodo cruciale è l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che devono rispondere alle esigenze attuali delle persone con diabete. Tra le richieste più urgenti, c’è quella di adeguare la tariffa della “visita diabetologica” e reinserire prestazioni diagnostiche essenziali, come l’esame del fondo oculare e la fotografia digitale del fondo per la retinopatia, attualmente non sempre garantite in regime di esenzione. Questi esami, fondamentali per prevenire e gestire le complicanze del diabete, rappresentano un tassello irrinunciabile per una cura davvero completa.

Nel frattempo, un passo avanti significativo arriva dalla decisione di Aifa di ammettere a rimborsabilità il tirzepatide, farmaco di ultima generazione prodotto da Lilly. Si tratta di una terapia innovativa, definita come first in class tra i doppi agonisti recettoriali per GLP-1 e GIP, che promette di rivoluzionare il trattamento del diabete di tipo 2. Il tirzepatide, prescrivibile sia da specialisti che da medici di famiglia, rappresenta un’opportunità concreta per migliorare il controllo glicemico, soprattutto per quei pazienti che faticano a raggiungere i target terapeutici. Purtroppo, però, la sua disponibilità non è ancora uniforme sul territorio nazionale: solo alcune regioni lo hanno reso accessibile, creando una disparità di accesso alle cure che solleva non poche questioni etiche.

Parallelamente, il futuro della lotta al diabete in Italia potrebbe essere segnato dalla legge 130 del 2023, che introduce lo screening per il diabete di tipo 1 e la celiachia su tutta la popolazione pediatrica. Un progetto pilota, già avviato in Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, sta testando l’efficacia di questo approccio, che punta a individuare precocemente i soggetti a rischio e a intervenire tempestivamente. Una misura che, se estesa su scala nazionale, potrebbe cambiare radicalmente il panorama della prevenzione e della cura del diabete.

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