Grandine e tromba marina, il Veneto orientale sotto l’assedio del maltempo primaverile
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Redazione Interno
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Non è stata una di quelle piogge autunnali che annunciano il loro arrivo con ore di pioviggine insistente, bensì una perturbazione rapidissima e violentissima – quasi volesse prendere alla sprovvista ogni sistema d’allerta – quella che nel pomeriggio di lunedì 11 maggio ha sferzato la fascia del Veneto orientale. Strade trasformate in candidi tappeti di ghiaccio, allagamenti improvvisi e alberi pericolanti, finiti alcuni dei quali sulla carrozzeria di automobili parcheggiate: questo il triste bilancio di poche ore di furia meteorologica. La grandine, con chicchi talvolta della dimensione di noci, si è abbattuta con particolare intensità lungo un asse che, partendo da Cessalto, si è esteso fino a Pramaggiore, per poi colpire duramente i comuni di Gruaro e Teglio Veneto, senza risparmiare centri più popolosi come Treviso e San Biagio di Callalta.
Strade imbiancate e traffico in tilt, la mappa dei danni tra Trevigiano e Veneziano
L’evento più drammatico – e visivamente impressionante – si è verificato nel tardo pomeriggio tra Cessalto e Noventa di Piave, dove una tempesta di grandine ha letteralmente imbiancato il paesaggio in pochi istanti. Il fenomeno, scatenatosi intorno alle 17:30, ha coinciso malamente con l’uscita dai luoghi di lavoro: in un momento di traffico già di per sé congestionato, la circolazione è andata in tilt, con automobilisti costretti a fermarsi a bordo strada in attesa che la furia dei chicchi si attenuasse. Le forze dell’ordine, intervenute in diversi punti nevralgici, hanno segnalato manti di ghiaccio insidiosi e scarsa visibilità, mentre alcuni rami di notevole dimensione cedevano sotto il peso della grandine o per le raffiche di vento.
Tromba marina a Caorle, la furia del vento si abbatte anche sulla costa
Non solo grandine, però, ha caratterizzato questo rapido fronte perturbato. Al largo della costa di Caorle, i residenti e alcuni turisti ancora presenti nella località balneare hanno assistito a un fenomeno altrettanto violento quanto affascinante: una tromba marina che si è formata a poca distanza dalla battigia. Per fortuna, l’evoluzione del vortice non ha prodotto danni significativi alle imbarcazioni o alle strutture costiere, ma la sua comparsa ha comunque contribuito a innalzare il livello d’attenzione della Protezione civile. La tromba, alimentata dall’aria calda preesistente e dal repentino crollo termico portato dalla perturbazione, si è dissolta dopo alcuni minuti, lasciando dietro di sé un cielo ancora minaccioso.
Tetti danneggiati e alberi abbattuti, la situazione resta in evoluzione nelle province di Vicenza e Treviso
Spostandosi più a ovest, nel Vicentino e nel Trevigiano, l’ondata di maltempo primaverile ha mostrato il suo volto più distruttivo. A Vicenza città – dove la grandine era stata prevista dai modelli meteorologici – non si segnalano al momento danni rilevanti a persone o cose, ma la situazione è dichiaratamente in evoluzione e gli addetti ai lavori monitorano costantemente i livelli dei canali. Ben più critica la situazione nell’area di Villorba, alle porte di Treviso: qui alcune violente raffiche di vento, che hanno preceduto e accompagnato la grandinata, hanno causato l’abbattimento di diversi alberi ad alto fusto, finiti alcuni contro i tetti di abitazioni e capannoni agricoli. Vigili del fuoco al lavoro senza sosta per mettere in sicurezza le zone maggiormente colpite e rimuovere le piante cadute, mentre le associazioni di categoria hanno già avviato una ricognizione dei danni alle colture e alle strutture produttive della zona.




