Unicredit, via libera della BaFin alla quota oltre il 30% di Commerzbank. Ora la parola alla Bce
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Redazione Economia
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L'autorità di vigilanza finanziaria tedesca, la BaFin, ha dato il via libera alla richiesta di UniCredit per superare la soglia del 30% del capitale di Commerzbank. Un passo che, sebbene non rappresenti ancora un'approvazione definitiva, segna il superamento di un importante scoglio regolamentare nell'ambito della scalata alla seconda banca tedesca.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, che cita fonti a conoscenza della vicenda, la comunicazione è arrivata a fine luglio: la BaFin ha verificato la completezza della documentazione presentata da Piazza Gae Aulenti, aprendo di fatto la strada alla fase successiva dell'iter.
Il controllo della Bce e i tempi della decisione
Il via libera della BaFin, per quanto fondamentale, non conclude il percorso burocratico che UniCredit deve affrontare per poter consolidare la propria posizione in Commerzbank. La pratica è stata infatti già deferita alla Banca Centrale Europea, che, in quanto supervisore unico, dovrà ora esprimere il proprio parere vincolante. All'Eurotower spetta il compito di valutare la solidità dell'operazione e l'affidabilità del nuovo azionista.
I tempi per la valutazione sono già stati fissati: la Bce ha a disposizione 60 giorni lavorativi per completare il proprio esame, un periodo che, se non ci saranno intoppi o richieste di ulteriori integrazioni, dovrebbe concludersi intorno alla seconda metà di ottobre. La normativa prevede comunque la possibilità che l'autorità di vigilanza chieda informazioni supplementari, un'eventualità che potrebbe allungare i tempi di un massimo di 20 giorni lavorativi aggiuntivi, come precisa Bloomberg.
La situazione azionaria di UniCredit
La richiesta di superare il 30% si inserisce in una strategia di acquisizione graduale che il gruppo guidato da Andrea Orcel porta avanti ormai da mesi, sin da quando, nel settembre del 2024, fece il suo ingresso nel capitale di Commerzbank. L'offerta pubblica di scambio lanciata a marzo, e conclusasi a luglio, ha portato a un'affluenza di adesioni pari al 17,6%, consentendo a UniCredit di salire ulteriormente.
Allo stato attuale, la banca italiana, che già deteneva una partecipazione del 26,77%, si trova a controllare complessivamente una quota vicina al 48% dei diritti di voto, consolidando di fatto la propria posizione di primo azionista. Il via libera all'acquisto effettivo delle azioni già tenderizzate è però subordinato al completamento dell'intero iter autorizzativo.
Le prossime tappe del percorso regolamentare
L'approvazione della Bce è solo uno dei tasselli necessari per completare l'acquisizione. Come riportato da varie fonti, tra cui il Corriere della Sera e Borsa Italiana, a questo si aggiungeranno altri passaggi cruciali. UniCredit dovrà ottenere il via libera dall'Antitrust della Commissione Europea e, come se non bastasse, la procedura relativa al Golden Power sugli investitori esteri, un meccanismo che, in Germania, consente al governo federale di porre un veto su acquisizioni ritenute critiche per l'interesse nazionale.
A complicare ulteriormente il quadro c'è anche la necessità di ottenere l'ok dalla Federal Reserve statunitense e dall'autorità di vigilanza polacca, poiché Commerzbank possiede mBank in Polonia e opera negli Stati Uniti. Nonostante la complessità del contesto, l'amministratore delegato Andrea Orcel ha già dichiarato di puntare a chiudere l'acquisizione entro il quarto trimestre dell'anno.
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