Ergastolo per Antonio De Pace: conferma della sentenza
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Redazione Interno
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La Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna all'ergastolo per Antonio De Pace, l'infermiere vibonese che il 31 marzo 2020, in piena pandemia, ha soffocato a mani nude la fidanzata Lorena Quaranta, studentessa di Medicina prossima alla laurea. La sentenza ribadisce quanto già deciso dalla Corte d'Assise di Messina il 18 luglio 2023, successivamente annullata con rinvio dalla Cassazione lo scorso luglio, che aveva chiesto di riesaminare il caso esclusivamente in merito alla mancata concessione delle attenuanti generiche.
Lorena Quaranta, 27 anni, viveva con De Pace da un anno nell'appartamento di Furci Siculo, nel Messinese, dove è avvenuto il tragico evento. La difesa dell'imputato aveva tentato di giustificare l'omicidio con lo stress derivante dalla pandemia di Covid-19, ma la Corte ha rigettato tale argomentazione, riconoscendo il delitto come un femminicidio senza attenuanti.
La decisione della Corte d'Appello di Reggio Calabria, emessa giovedì 28 novembre, chiude un capitolo giudiziario complesso, segnato da un primo verdetto di colpevolezza, un annullamento parziale e un riesame focalizzato sulle circostanze attenuanti. La conferma dell'ergastolo per De Pace rappresenta una vittoria per la giustizia, che ha riconosciuto la gravità del crimine e la necessità di una pena esemplare.
Il caso di Lorena Quaranta ha suscitato un ampio dibattito sulla violenza di genere, evidenziando la necessità di un cambiamento culturale e di un impegno costante per la parità di genere.




