Arrestato per corruzione il sindaco di Vigevano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   MILANO – Un terremoto politico ha scosso Vigevano, comune di 60 mila abitanti in provincia di Pavia, con l'arresto del sindaco leghista Andrea Ceffa, accusato di corruzione. L'inchiesta, nata da una spaccatura interna alla Lega, ha portato anche all'arresto di una consigliera di maggioranza, Roberta Giacometti, e di tre dirigenti dell'azienda municipalizzata Asm. Secondo la procura, Ceffa avrebbe "comprato" voti per evitare la "congiura di sant'Andrea", un complotto orchestrato per farlo cadere.

L'indagine ha coinvolto anche l'ex europarlamentare leghista Angelo Ciocca, accusato di aver cercato di reclutare consiglieri disposti a dimettersi per far cadere il sindaco del suo stesso partito. Ciocca, figura di spicco del Carroccio in provincia di Pavia e recordman di preferenze in varie elezioni regionali ed europee, ha visto negli ultimi anni calare la sua influenza nel partito locale, in particolare in Lomellina, dove i leghisti di peso, come il consigliere regionale ed ex sindaco di Vigevano Andrea Sala, sono passati nella cordata capeggiata dall'ex deputata e ora assessore regionale Elena Lucchini e dal suo compagno Giovanni Palli, sindaco di Varzi e presidente della Provincia.

La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti, con il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha difeso Ceffa definendolo "onesto". Tuttavia, il Movimento 5 Stelle ha chiesto le dimissioni immediate del sindaco, della giunta e del consiglio comunale. La situazione a Vigevano, descritta come una corte medievale dove intrighi e tradimenti sono all'ordine del giorno, continua a evolversi, con ulteriori sviluppi attesi nelle prossime settimane.

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