Cagliari batte il Verona e sfiora la salvezza, il Napoli allunga verso lo scudetto
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Redazione Sport
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Quattro giornate alla fine, e la Serie A comincia a delineare i suoi verdetti. Quello che ieri sera, al Bentegodi, ha preso la forma più nitida è la salvezza del Cagliari, vittorioso per 2-0 sull’Hellas Verona in un posticipo decisivo. Una vittoria che, pur non essendo ancora matematica, lascia poco spazio ai dubbi: il distacco sulla terzultima piazza – occupata da Empoli e Venezia, con il Monza appena sopra – è ora di otto punti, una distanza che, a queste soglie, assume il peso di un abisso.
A fare la differenza, in una partita non certo memorabile per qualità tecnica, sono state le motivazioni. E i rossoblù, guidati da una regia in panchina che ha trovato in Zanetti l’equilibrio giusto dopo un campionato tribolato, ne hanno dimostrate di più. Il Verona, già battuto all’andata alla Unipol Domus, ha confermato le proprie difficoltà offensive, con un attacco che nel 2025 ha prodotto appena cinque reti, un dato che spiega perché la squadra gialloblù resti invischiata nella lotta per non retrocedere.
I gol, invece, sono arrivati dal Cagliari, e non a caso dalle firme di due simboli: Pavoletti e Deiola, i due capitani. Il primo, con la sua presenza in area, ha sbloccato il match nel primo tempo; il secondo ha chiuso i conti nella ripresa, mettendo a frutto un’azione corale in cui la squadra ha mostrato il volto migliore. Due giocatori che, come ha sottolineato Nicola Riva – figlio di Gigi, leggenda rossoblù – sui social, "hanno scritto un’altra pagina, 53 anni dopo". Un riferimento carico di significato, che unisce passato e presente di un club il cui obiettivo, adesso, è quasi raggiunto.




