Manovra 2027, il Dpfp fissa i primi punti fermi: dalle tasse sui giovani al bollo auto
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Redazione Interno
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Entro il 2 ottobre il Governo fisserà i primi punti fermi sulle novità della Manovra 2027 con l'approvazione del Documento Programmatico di Finanza Pubblica, il passaggio che darà la prima dimensione dichiarata al pacchetto di misure da inserire nella prossima Legge di Bilancio.
Il testo, che sarà poi trasmesso al Parlamento e alla Commissione europea, arriva in un contesto diverso rispetto agli anni scorsi: la scrittura della manovra viaggia in parallelo con l'uscita dell'Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, un passaggio che apre spazi di bilancio e consente di attivare la clausola di salvaguardia per energia e difesa.
La cornice dei conti pubblici
Il quadro programmatico per il prossimo triennio sarà definito proprio nel Dpfp atteso a inizio ottobre. Il percorso delineato nel Documento di finanza pubblica pubblicato ad aprile prevede una progressiva riduzione del rapporto deficit/Pil, con l'uscita dalla procedura per disavanzo eccessivo legata ai dati di consuntivo del 2026.
La chiusura della procedura consentirebbe di attivare la clausola di salvaguardia nazionale, uno strumento che permette di destinare risorse aggiuntive a investimenti strategici: per l'Italia si parla di circa 35 miliardi tra il 2027 e il 2028, di cui 21-22 per la difesa e gli impegni assunti in sede NATO ed europea e 14 per l'energia.
Il nodo Irpef e il ceto medio
Sul fronte fiscale, il Governo ha ribadito le priorità per quanto riguarda la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio, come ha riferito il ministro per l'Economia Giancarlo Giorgetti. «Naturalmente sono scelte che dovranno convergere in una sintesi», ha però sottolineato. Tra le ipotesi allo studio c'è l'allargamento del secondo scaglione Irpef fino a 60mila euro, portando dal 43% al 33% l'aliquota sulla quota di reddito compresa tra 50mila e 60mila euro.
Per chi guadagna 55mila euro lordi il risparmio teorico sarebbe di 500 euro all'anno, mentre per chi raggiunge i 60mila lo sconto arriverebbe a mille euro. Il costo stimato della misura si aggira intorno ai 2,7-2,8 miliardi di euro, una cifra che rende l'intervento subordinato al reperimento delle coperture.
Flat tax per i giovani e detassazione delle tredicesime
Per trattenere i giovani talenti in Italia e dare una scossa ai salari d'ingresso degli under 35, l'ipotesi al vaglio prevede una flat tax al 5% sugli incrementi stipendiali riconosciuti ai giovani, da estendere anche ai bonus di produzione, con sgravi contributivi per i datori di lavoro che stabilizzano i lavoratori.
Sul tavolo anche la detassazione della tredicesima mensilità, discussa da diversi anni e prevista tra i decreti attuativi della delega fiscale: invece di essere assoggettata all'Irpef, la mensilità aggiuntiva verrebbe tassata con un'imposta sostitutiva del 15%, con un beneficio netto stimato di 200-250 euro per i redditi più bassi, per un costo complessivo di circa 500 milioni di euro.
L'abolizione del bollo auto
Tra le misure annunciate c'è anche l'abolizione del bollo auto, approvata dal Consiglio dei Ministri con un decreto legge che prevede la sospensione per il solo 2027 e che il Governo intende rendere strutturale con la prossima manovra. L'esenzione riguarda le autovetture alimentate a benzina o gasolio con potenza non superiore a 80 kW e tutti i motocicli, per un solo veicolo a cittadino, coinvolgendo circa 14,5 milioni di mezzi. Per compensare la riduzione di gettito è previsto un trasferimento alle Regioni di 2.293,5 milioni di euro per il 2027.
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