È morto Jorge Messi, il padre di Lionel: aveva 68 anni e da tempo lottava contro una malattia
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Redazione Sport
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Si è spento nella notte a Rosario, la città argentina che li aveva visti crescere e iniziare la loro avventura nel calcio, Jorge Messi, il padre del fuoriclasse Lionel Messi. L'uomo, che aveva 68 anni, è deceduto in una clinica della sua città natale, come confermato dal Club Atlético Newell's Old Boys, la squadra del cuore della famiglia e nella quale il giovane Leo aveva mosso i primi passi prima del fatidico trasferimento in Spagna.
La notizia, che era stata anticipata nei giorni scorsi da voci incontrollate e smentite dalla famiglia, ha trovato conferma nelle prime ore di questa mattina, gettando nello sconforto il mondo del calcio e chiunque abbia seguito la straordinaria carriera del numero 10 argentino.
Il dolore durante il Mondiale e le condizioni di salute
Le condizioni di salute di Jorge Messi si erano aggravate nei mesi precedenti, tanto da impedirgli di assistere al figlio durante il Mondiale giocato quest'estate negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. Durante quella competizione, Lionel Messi aveva mostrato una profonda commozione dopo aver segnato il primo gol contro l'Algeria, scatenando immediatamente le speculazioni dei media locali. Il campione, visibilmente provato, spiegò in conferenza stampa che le sue lacrime erano dovute a "una questione estranea allo sport" e che stava attraversando "giorni difficili e complicati".
La famiglia, attraverso un comunicato ufficiale, aveva confermato che Jorge stava affrontando un "problema di salute", senza tuttavia fornire dettagli sulla natura della malattia, chiedendo rispetto per la privacy in un momento tanto delicato. Dopo la conclusione del torneo, che ha visto l'Argentina arrivare in finale, Lionel Messi si era recato a Rosario per trascorrere del tempo con il padre e la famiglia, prima di fare ritorno a Miami per gli impegni con l'Inter Miami.
L'uomo dietro il fenomeno: da Rosario a Barcellona
Figura centrale e onnipresente nella vita di Lionel, Jorge Messi non è stato soltanto un padre, ma anche il principale artefice della carriera del figlio, gestendone i contratti e i trasferimenti sin dagli albori. Fu lui, nel lontano 2001, a seguire il piccolo Leo in Spagna quando, all'età di soli 13 anni, il giovane talento dovette affrontare una cura ormonale per continuare a giocare; un sacrificio che lo portò a lasciare il lavoro, la famiglia e la vita a Rosario per restare accanto al figlio a Barcellona.
Fu sempre lui, assieme alla moglie Celia Cuccittini, a sostenere con "visione, rigore e affetto" la carriera di quello che sarebbe poi diventato il miglior calciatore di tutti i tempi. Pur non amando le luci della ribalta, Jorge è stato il pilastro e il punto di riferimento costante del fuoriclasse, come lo stesso Lionel ha più volte raccontato, ricordando i momenti difficili dell'infanzia, quando si chiudeva in camera a piangere per la nostalgia di casa e lo stesso padre, senza farsi vedere, soffriva in silenzio per il figlio.
L'addio del calcio e il cordoglio del Barcellona
La scomparsa di Jorge Messi ha scosso profondamente il mondo del calcio e le istituzioni sportive. Il Newell's Old Boys, la squadra che Jorge stesso aveva tifato e nella quale aveva militato nelle giovanili prima di interrompere l'attività per il servizio militare, lo ha ricordato come un "riconosciuto tifoso leproso" e un pilastro per la famiglia. Anche la Confederazione Sudamericana di Calcio (CONMEBOL) ha espresso le proprie condoglianze, "accompagnando con rispetto e affetto" Lionel e i suoi familiari in questo momento di profondo dolore.
Un gesto di grande vicinanza è arrivato anche dal Barcellona, il club in cui Messi ha scritto pagine indelebili della sua storia: la società catalana ha richiesto e ottenuto di poter scendere in campo questa sera con il lutto al braccio per la partita contro il Nottingham Forest, durante la quale verrà inoltre osservato un minuto di silenzio in memoria di Jorge Messi.
Questo gesto, carico di significato, sottolinea il profondo legame che ha unito il fuoriclasse e la sua famiglia al club blaugrana per oltre due decenni, un rapporto che ebbe inizio proprio grazie alla determinazione e al fiuto di Jorge.
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