Fils, l’avversario che nessuno voleva: il 21enne francese vola in semifinale a Madrid e ora sfida Sinner
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Redazione Sport
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Non c’è più traccia, nell’arsenale di Arthur Fils, di quelle incertezze che spesso accompagnano il passaggio tra una promessa e una certezza. Il 21enne di Bondoufle, classe 2004, ha trasformato il Masters 1000 di Madrid in una personale vetrina di maturità tecnica e nervi d’acciaio, conquistandosi il diritto di sfidare Jannik Sinner in semifinale. L’ultimo atto di questa scalata, sotto i riflettori del Manolo Santana Stadium, ha avuto il sapore di una rivalsa precisa: contro Jiri Lehecka, il ceco che lo aveva umiliato un mese fa in semifinale a Miami, Fils ha imposto la propria legge in appena 74 minuti, chiudendo 6-3 6-4 senza mai concedere al rivali il minimo spiraglio per rientrare.
L’ascesa post-infortunio e il best ranking
Quella che si vede oggi, sulla terra battuta spagnola, è una versione dell’ex fuoriclasse juniores – capace nel 2021 di sfiorare il titolo al Roland Garros giovanile in singolare e di vincerlo in doppio – che sembra aver metabolizzato del tutto il recente stop fisico. Al momento del rientro, molti si chiedevano se quel potenziale atletico, quel mix di potenza e aggressività, potesse tradursi in risultati stabili nel circuito maggiore. La risposta è arrivata a Madrid, dove Fils ha incollato alla schiena nove vittorie consecutive: numeri che spiegano meglio di qualsiasi analisi la sua nuova solidità mentale, sostanziosa e mai frettolosa, capace di tenere il ritmo anche quando lo scambio si fa denso di incertezze.
Un precedente e una statistica che pesa
Per Sinner, attuale numero uno del mondo e ormai abituato a gestire la pressione da favorito, l’incrocio con Fils non rappresenta un esame a sorpresa: i due si sono già incrociati una volta, e quel precedente – benché risalga a un passato non recentissimo – racconta di un avversario già scomodo. Più in generale, la corsa del francese ha un valore storico che travalica il singolo risultato: nessun tennista transalpino, dal lontano 2009, era riuscito a spingersi così avanti nella capitale spagnola. Una statistica che Fils ha polverizzato con il contagocce, senza tracce di emozione, come se quella semifinale fosse solo un gradino naturale di un progetto più ampio.
La partita con Lehecka: spietatezza tattica
La vittoria sul ceco, numero 14 del seeding e avversario oggettivamente ostico, è stata una lezione di efficacia. Fils ha concesso pochissimo al servizio – neppure una palla break per l’avversario – e ha letto in anticipo ogni tentativo di variazione tattica di Lehecka, che a Miami era riuscito a spezzargli la fiducia. Questa volta, invece, il giovane francese non ha lasciato briciole: il 6-3 6-4 finale fotografa un dominio che non ammette attenuanti. Ad attenderlo adesso c’è Sinner, e la domanda che serpeggia tra gli addetti ai lavori non è più “Fils ce la farà?”, bensì “quanto è lontano il tetto di questo ragazzo?”.
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