Morì nello scontro tra i treni del 2016, la Questura gli intitola la sala stampa
Una targa con un nome, posta accanto alla porta di ingresso della sala stampa della questura di Andria, con il nome di Fulvio Schinzari, primo dirigente della polizia di Stato, una delle 23 vittime del disastro ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sul tratto a binario unico tra Andria e Corato. All'indomani del decimo anniversario della tragedia, la cerimonia di intitolazione per ricordarlo. Il questore di Andria Alfredo Fabbrocini lo ha ricordato leggendo una lettera a lui indirizzata. (RaiNews)
Ne parlano anche altri giornali
ANDRIA – «Presidente la prego, restituisca dignità a un lavoratore e a tutti i nostri cari»: Francesco Caterino ha stretto forte le mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella, guardandolo negli occhi e facendogli sentire il suo dolore di padre. (la Repubblica)
Minuti per la lettura A dieci anni dall’incidente ferroviario Andria -Corato, il presidente Mattarella ha commemorato le ventitré vittime insieme al governatore Decaro. (Il Quotidiano del Sud)
E il frinire delle cicale, identico a quello di quel 12 luglio 2016, ha accompagnato ieri una commemorazione intensa e raccolta. Lo stesso sole che dieci anni fa illuminava le lamiere accartocciate dei due convogli scontratisi sulla tratta a binario unico della Ferrotramviaria tra Andria e Corato (Avvenire)
Con familiari delle persone decedute e sopravvissuti si è intrattenuto per diversi minuti il capo dello Stato, dopo aver deposto una corona di fiori bianchi, rossi e verdi davanti alla stele commemorativa e prima di inaugurare un monumento. (la Repubblica)
Il Presidente Sergio Mattarella ha partecipato ad Andria alla cerimonia in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario sulla linea Andria-Corato, nel quale dieci anni fa, il 12 luglio 2016, persero la vita 23 persone e ne rimasero ferite molte altre. (Il Sole 24 ORE)
Sono trascorsi dieci anni da quel 12 luglio 2016, quando alle 11:05 la linea ferroviaria tra Andria e Corato divenne il luogo di una delle più tragiche pagine della cronaca italiana. Uno scontro frontale che spezzò 23 vite: studenti, madri, padri e lavoratori, le cui storie si sono interrotte bruscamente su quei binari, lasciando un vuoto incolmabile. (BarlettaViva)