Juventus, bollettino medico: Locatelli operato, per Boga lesione muscolare
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Redazione Sport
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L'infermeria della Continassa si arricchisce di due nuovi nomi eccellenti, in un avvio di stagione che si sta rivelando un vero e proprio calvario per Luciano Spalletti. Agli già lungodegenti Kenan Yildiz e Khephren Thuram, entrambi finiti sotto i ferri rispettivamente per la frattura al quinto metatarso e per la sindrome femoro-rotulea che lo tormentava dalla scorsa stagione, si aggiungono ora il capitano Manuel Locatelli e l'attaccante ivoriano Jeremie Boga.
Due accadimenti distinti, per natura e gravità, che arrivano a complicare ulteriormente la gestione di una rosa già decimata in questo inizio di settembre, costringendo lo staff tecnico a rivedere gli equilibri di un centrocampo e di un attacco messi a dura prova.
L'operazione di Locatelli e i tempi di recupero
La notizia più pesante, per impatto sulla squadra e per durata dello stop, riguarda il centrocampista classe 1998. Il trauma distorsivo al ginocchio destro, rimediato durante il pareggio contro il Milan, si è rivelato più serio del previsto. Dopo gli accertamenti presso il J|Medical, la società ha diramato un comunicato che conferma l'intervento chirurgico di sutura del menisco esterno, eseguito nella giornata odierna a Lione dal professor Bertrand Sonnery-Cottet.
Lo specialista francese, già noto per aver operato in passato anche Gleison Bremer e Federico Gatti, ha eseguito l'operazione all'Hôpital Privé Jean Mermoz. Le prime stime parlano di un recupero che oscilla tra i quattro e i sei mesi, con un rientro in campo che, con ogni probabilità, non avverrà prima del 2027. Una prognosi che costringe il club a fare i conti con una lunga assenza del suo capitano, elemento cardine del centrocampo.
La lesione di Boga dopo gli esami al J Medical
Diversa, seppur preoccupante, la situazione di Jeremie Boga. L'esterno offensivo, anch'egli uscito acciaccato dalla sfida di domenica sera, si è sottoposto questa mattina ad accertamenti diagnostici che hanno evidenziato una lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il club bianconero, attraverso una nota ufficiale, ha comunicato il verdetto degli esami, spiegando che l'attaccante sarà sottoposto a nuovi controlli clinici e strumentali tra due settimane per definire con maggiore precisione i tempi di recupero.
Sebbene la lesione muscolare non sia paragonabile per gravità a quella del centrocampista, il suo stop si protrarrà verosimilmente per un periodo compreso tra il mese e i quaranta giorni, con l'obiettivo di rivederlo in campo dopo la prossima sosta per le nazionali.
La lista degli infortunati e l'emergenza in casa Juve
Con l'aggiunta di Locatelli e Boga, la lista degli indisponibili per Spalletti si fa davvero lunga e preoccupante. All'inizio della settimana, la doccia fredda era arrivata dagli interventi di Yildiz e Thuram: il turco, operato al piede sinistro, punta a rientrare a fine novembre, mentre il francese, che ha affrontato la stessa sorte per la condropatia rotulea, salterà almeno quattro mesi di attività. A questi si aggiungono i lungodegenti Jeff Ekhator e Juan Cabal, oltre ai recuperi ancora in corso per Weston McKennie e Andrea Cambiaso.
In questa situazione di emergenza, il tecnico bianconero si trova a dover ridisegnare il centrocampo per la prossima difficile trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, con Douglas Luiz e Teun Koopmeiners come unici punti fermi del reparto e con il giovane Augusto Owusu promosso dalla Next Gen come possibile alternativa. La scommessa, per Spalletti, è quella di tamponare le falle di un organico che, per cause traumatiche e fisiche, sta perdendo pezzi importanti a una velocità allarmante.
Il dottor Sonnery-Cottet e l'infermeria bianconera
Il nome del professor Bertrand Sonnery-Cottet, eminenza nel campo della chirurgia ortopedica, torna prepotentemente nelle cronache bianconere. Lo specialista francese, dopo aver già curato Bremer e Gatti per problemi al ginocchio, è stato chiamato a risolvere i casi più complessi della rosa di Spalletti.
Prima Thuram, poi Locatelli: entrambi hanno varcato la porta dell'Hôpital Privé Jean Mermoz per tentare di risolvere in via definitiva i loro guai fisici, un filo rosso che lega le ultime settimane di un'avviata che sta mettendo a dura prova la tenuta mentale e fisica dell'intero ambiente.
Una concomitanza di fattori che ha spinto anche a riflettere sul lavoro dei preparatori atletici, un ruolo che alla Continassa ha visto un susseguirsi di figure negli ultimi anni, creando forse un'instabilità che oggi paga un conto salato in termini di infortuni muscolari e traumatici.
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