Ucraina, Kravchenko si dimette dopo le accuse di corruzione
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Redazione Esteri
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Il procuratore generale dell’Ucraina Ruslan Kravchenko ha presentato le dimissioni dopo le accuse di corruzione che lo hanno coinvolto, cambiando posizione nel giro di poche ore rispetto a quanto dichiarato in precedenza. L’annuncio è arrivato su Telegram, dove Kravchenko ha spiegato di aver preso una decisione politica e di non volere che la carica di Procuratore Generale venga utilizzata come strumento di scontro politico. La scelta non modifica però la sua posizione sulle contestazioni ricevute: Kravchenko ha ribadito che il suo giudizio sulle accuse resta invariato, dopo averle già definite completamente infondate e aver negato qualsiasi illecito.
Le dimissioni di Kravchenko dopo le accuse
Solo domenica Kravchenko aveva affidato ai social media una dichiarazione nella quale respingeva le accuse e negava ogni responsabilità. In particolare, il procuratore generale aveva affermato di non avere alcun legame con l’insabbiamento di call center illegali, di non aver impartito istruzioni finalizzate ad agevolare quelle attività e di non aver abusato della propria autorità per questo scopo. Le contestazioni sono state attribuite a Nabu e Sapo, mentre la vicenda è stata collegata anche all’inchiesta Cartagine e a un caso descritto attraverso il riferimento a call center e presunte mazzette. Kravchenko, nonostante le dimissioni, continua dunque a respingere il contenuto delle accuse rivolte nei suoi confronti.
Il cambio di posizione è maturato nell’arco della stessa giornata. Nel primo pomeriggio Kravchenko aveva escluso l’ipotesi di lasciare spontaneamente l’incarico, spiegando di non sentire di doverlo fare e richiamando la procedura prevista per una sua eventuale uscita. Aveva indicato la possibilità di un voto della Verkhovna Rada o di un’iniziativa del presidente, aggiungendo che in quel caso avrebbe obbedito e precisando di non essere intenzionato ad aggrapparsi alla carica. In tarda serata è arrivata invece la decisione opposta, comunicata direttamente dal procuratore generale con l’annuncio delle dimissioni.
La decisione politica e la posizione sulle contestazioni
Nel messaggio con cui ha formalizzato la scelta, Kravchenko ha definito le dimissioni una decisione politica presa consapevolmente. Il punto centrale della sua spiegazione riguarda l’utilizzo della carica di Procuratore Generale nel confronto politico: secondo quanto dichiarato, Kravchenko non vuole che quell’incarico diventi uno strumento di scontro. Allo stesso tempo non ha fatto alcun passo indietro rispetto alle dichiarazioni con cui aveva contestato le accuse, sottolineando esplicitamente che la sua posizione resta invariata. Le dimissioni assumono quindi un significato distinto dall’ammissione di responsabilità, che Kravchenko continua a negare sulla base delle stesse dichiarazioni diffuse nei giorni precedenti.
La vicenda si inserisce in una giornata segnata anche dagli sviluppi della guerra in Ucraina e dalla ripresa degli attacchi russi su Kiev dopo una tregua. Nello stesso aggiornamento viene riportata la posizione attribuita a fonti sentite dal Kyiv Independent, secondo cui il presidente russo Vladimir Putin sarebbe determinato a intensificare la guerra nonostante la rinnovata iniziativa degli Stati Uniti per rilanciare i colloqui di pace. Il riferimento arriva dopo le visite degli inviati del presidente statunitense Donald Trump a Mosca e Kiev. Sul fronte interno ucraino, però, l’elemento politico più immediato resta l’uscita di scena di Kravchenko dall’incarico di procuratore generale mentre proseguono le contestazioni legate all’inchiesta.
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