Nuovo obbligo per i pagamenti elettronici: il Pos si collega alla cassa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A partire da gennaio 2026, un nuovo obbligo entrerà a far parte della routine fiscale degli esercenti, i quali dovranno provvedere a collegare il terminale per i pagamenti elettronici, il cosiddetto Pos, al registratore telematico di cassa. Questa disposizione, che era stata introdotta nella legge di bilancio approvata a dicembre del 2024, mira a creare una corrispondenza automatica e certa tra ogni transazione effettuata con carta di credito o debito e l'emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, riducendo così, in maniera sostanziale, i margini per eventuali divergenze tra quanto incassato e quanto dichiarato.

Le lettere dell'Agenzia delle Entrate

L'Agenzia delle Entrate, la quale ha diffuso i dettagli operativi con un provvedimento tecnico emanato alla fine di ottobre del 2025, avvierà la propria attività di vigilanza proprio con l'inizio del nuovo anno, inviando migliaia di cosiddette lettere di compliance. Questi avvisi, che rappresentano uno strumento di sollecitazione informale, costituiscono un primo invito a regolarizzare la propria posizione prima che si passi a fasi di controllo più invasive e potenzialmente sanzionatorie. Si tratta, per molti, di un'ultima opportunità per adeguarsi senza conseguenze immediate.

La finestra per adeguarsi

Sebbene l'invio delle comunicazioni abbia inizio a gennaio, è importante sottolineare come non scatteranno, almeno fino a marzo, sanzioni pecuniarie per coloro che non avranno ancora ottemperato all'obbligo. Questo lasso di tempo, di qualche settimana, è stato concepito per concedere agli operatori commerciali, compresi quelli dei settori più tecnici come i benzinai o i piccoli artigiani, il tempo necessario per apportare le modifiche tecniche richieste e per risolvere eventuali problematiche di natura pratica o informatica. Una volta terminata questa fase di tolleranza, tuttavia, la situazione muterà in modo significativo.

Le sanzioni previste

Superata la soglia di marzo, infatti, il mancato collegamento tra il dispositivo Pos e il registratore di cassa telematico comporterà l'applicazione di una sanzione amministrativa. La multa, che potrebbe raggiungere l'importo di 100 euro, verrà applicata per ogni singola trasmissione dei dati dei corrispettivi alla quale non corrisponderà la traccia della corrispondente operazione di pagamento elettronico. Questo meccanismo, puntuale e ripetitivo, rende l'inosservanza della norma particolarmente onerosa, incentivando di fatto una piena e tempestiva conformità da parte di tutti i soggetti coinvolti nell'attività di vendita al dettaglio.

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