Quanta crema solare mettere per proteggere davvero la pelle? Le due regole d'oro per un'applicazione efficace
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Redazione Salute
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Anche chi è particolarmente attento alla cura della propria pelle spesso nutre dubbi sulla quantità di crema solare da utilizzare e sulla frequenza di riapplicazione durante la giornata. Secondo la dottoressa Hiva Fassihi, dermatologa e consulente di La Roche-Posay, gli studi clinici dimostrano che la maggior parte delle persone applica appena un quarto della quantità necessaria per ottenere il livello di protezione indicato sulla confezione.
Questo significa che anche un prodotto con SPF 50, se usato in dosi insufficienti, fornirà una protezione reale molto più bassa di quanto ci si aspetterebbe. Esistono però due semplici regole per non sbagliare la dose: sul viso si applica la regola delle due dita, mentre per il corpo la quantità ideale corrisponde a quella di un bicchierino da liquore.
Le due regole d'oro per dosare la crema solare su viso e corpo
Per quanto riguarda il viso, la dermatologa Hiva Fassihi consiglia di distribuire una striscia continua di crema solare lungo l'intera superficie inferiore dell'indice e del medio. Questa quantità, nota come "regola delle due dita", è considerata ideale per garantire una protezione efficace e uniforme su viso e collo.
La Skin Cancer Foundation, autorità tra le maggiori al mondo sul cancro della pelle, conferma che la quantità corretta di SPF per una protezione efficace è di 2 mg per cm² di pelle, e la regola delle due dita rappresenta la traduzione pratica di questo parametro scientifico.
Per il corpo, invece, la dottoressa Fassihi suggerisce di utilizzare una quantità pari a un bicchierino da liquore, circa 30 ml, per coprire tutte le aree esposte. Se si indossa un costume che lascia scoperta una porzione di pelle maggiore, sarà necessario aumentare la dose proporzionalmente.
L'Associazione Italiana di Dermatologia e Cosmetologia (AIDECO) propone una misurazione alternativa, la "regola del cucchiaino", secondo cui la dose consigliata corrisponde a 7-8 cucchiaini da tè: uno su viso, collo e décolleté, uno per ogni arto, uno per il dorso e uno per il torace.
Il pericoloso paradosso della crema solare
Il cosiddetto "paradosso della crema solare" rappresenta un fenomeno paradossale e pericoloso: l'uso dei filtri protettivi fornisce un falso senso di sicurezza, portando le persone a esporsi al sole in modo più azzardato. Paolo Ascierto, direttore dell'Unità di Oncologia del Melanoma dell'Istituto Tumori Pascale di Napoli, spiega che questo meccanismo, noto in epidemiologia comportamentale come "risk compensation", induce a prolungare l'esposizione, dimenticare la riapplicazione o sottovalutare le ore centrali della giornata.
Il dottor Ivan Litvinov, professore di Dermatologia alla McGill University e autore di studi dedicati al paradosso, descrive la crema solare come un vero e proprio "lasciapassare per abbronzarsi". Le persone pensano di essere protette dal cancro della pelle perché stanno usando un prodotto commercializzato per prevenirlo, ma questo dà loro un falso senso di sicurezza.
Alcune ricerche, tra cui uno studio basato sulla UK Biobank pubblicato su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, hanno osservato che le persone che dichiarano di usare regolarmente la crema solare risultano anche quelle più frequentemente esposte al sole e con una maggiore incidenza di melanoma.
La riapplicazione e gli errori da evitare
La protezione solare deve essere considerata come uno strumento aggiuntivo in un arsenale di difesa che include: stare all'ombra, indossare cappelli e occhiali da sole, e scegliere abbigliamento protettivo. La crema va applicata almeno 15-20 minuti prima dell'esposizione al sole, per consentirne l'assorbimento, e va riapplicata ogni due ore o dopo il bagno in mare o in piscina.
Secondo uno studio danese citato da Kosmetica, la quantità media di prodotto applicata durante una prima passata è di 0,87 mg/cm², mentre con una seconda applicazione sale a 1,10 mg/cm², valori ancora lontani dai 2 mg/cm² raccomandati. Circa un quinto del corpo rimane completamente scoperto dopo la prima applicazione, contro il 9% dopo la seconda.
Un errore comune è credere che scegliere un SPF più elevato permetta di ridurre la quantità di prodotto. Il valore di protezione indicato sulla confezione è valido solo se il prodotto viene applicato nella dose corretta: riducendo la quantità, la protezione reale diminuisce drasticamente. Ogni volta che si dimezza la quantità di prodotto, l'SPF si riduce di oltre la metà, fino ad arrivare alla radice quadrata: un SPF 30 può diventare SPF 5.
La scelta migliore resta quindi un SPF 30 o SPF 50 ad ampio spettro, efficace sia nel prevenire le scottature sia nel ridurre il rischio di fotoinvecchiamento e tumori cutanei.




