iPhone 17e: il nuovo ingresso di gamma di Apple punta tutto su chip A19, memoria doppia e finalmente la ricarica MagSafe
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il giorno dell’apertura del Mobile World Congress di Barcellona, la piattaforma fieristica che per una settimana catalizza l’attenzione del settore, da Cupertino arrivano puntuali le novità di Apple. E se è vero che la mela morsicata non calca i padiglioni spagnoli, è altrettanto vero che i riflettori, puntualmente, si spostano. La strategia è chiara e consolidata, e quest’anno ha portato alla ribalta l’iPhone 17e, l’erede del modello d’ingresso che nel corso del 2025, con il sedicesimo taglio, era riuscito a ritagliarsi spazi importanti nelle classifiche di vendita mensili. La ricetta prescelta per mantenere il passo non stravolge la linea, ma interviene lì dove l’utente medio, quello che allo smartphone chiede sostanza senza eccessi, percepisce il miglioramento.
Sotto la scocca, realizzata in alluminio di qualità aerospaziale e con la ormai consueta certificazione IP68 che garantisce una certa tranquillità contro polvere e liquidi, batte ora il cuore del chip A19. Realizzato con il procedimento a 3 nanometri, questo processore – lo stesso che equipaggia i fratelli maggiori della gamma 17 – porta in dote una CPU a 6 core e una GPU a 4 core, quest’ultima potenziata dall’accelerazione hardware per il ray tracing; una caratteristica, quest’ultima, che comincia a fare capolino anche in questa fascia di mercato, promettendo una resa visiva superiore per i giochi più esigenti. Il comparto dedicato all’intelligenza artificiale, il Neural Engine a 16 core, è stato ottimizzato per gestire al meglio i modelli generativi locali, spingendo di fatto le funzionalità di Apple Intelligence che, con l’arrivo di iOS 26, diventano il vero centro gravitazionale dell’esperienza d’uso, dalla traduzione in tempo reale alla più avanzata intelligenza visiva contestuale.
Ma forse, la novità più tangibile per chi acquista – e quella che il marketing di Apple sottolinea con maggiore forza – è il raddoppio della memoria di base. Si parte ora da 256 Giga, una mossa che, a parità di prezzo di listino (729 euro per il nostro paese), vuole azzerare il compromesso sulla capacità, troppo spesso il tallone d’Achille dei modelli di accesso. Lo spazio extra, viene spiegato, serve a convivere serenamente con le foto da 48 megapixel, i video in 4K e un ecosistema di applicazioni e giochi sempre più pesante, senza la nevrosi di dover continuamente fare pulizia. E proprio su questo fronte, la fotocamera posteriore – singolo sensore Fusion da 48 megapixel – si affida alla potenza di calcolo del nuovo chip per ottenere uno zoom ottico di qualità 2x, sfruttando il ritaglio del sensore, e per migliorare la resa in condizioni di scarsa luminosità.
MagSafe, connettivitá satellite e un design che non dimentica il notch
Dal punto di vista estetico, chi sperava nell’adozione della Dynamic Island, l’isola interattiva che ha sostituito il notch sui modelli superiori, dovrà ricredersi. Il display Super Retina XDR da 6,1 pollici, con i suoi 1200 nit di picco in HDR, mantiene la celeberrima tacca nella parte superiore, che ospita il sistema Face ID e la fotocamera anteriore True Depth da 12 megapixel. Una scelta conservativa, questa, che non intacca però le principali novità funzionali. Il vetro frontale è ora il Ceramic Shield di seconda generazione, che Apple promette essere fino a tre volte più resistente ai graffi rispetto alla versione precedente e con un trattamento antiriflesso migliorato.
L’assenza più criticata di iPhone 16e, ovvero la mancanza del sistema di ricarica magnetica MagSafe, è stata colmata. iPhone 17e supporta finalmente MagSafe e lo standard Qi2, consentendo ricariche wireless fino a 15 Watt e, aspetto forse meno tecnico ma più quotidiano, agganciando al volo power bank, custodie e supporti magnetici. Sul fronte dell’autonomia, Apple dichiara una durata che copre l’intera giornata, grazie all’efficienza del nuovo modem C1X progettato internamente. Questo componente, che promette velocità doppie rispetto al C1 del modello precedente e un consumo energetico ridotto del 30% rispetto ai modem di iPhone 16 Pro, è il secondo tassello, dopo il processore, di una strategia che punta a integrare sempre più componenti chiave in casa.
Lato connettività, infine, viene confermato il pacchetto completo delle funzioni satellitari, ormai uno standard per la mela: la possibilità di inviare messaggi di testo in assenza di copertura, di contattare i soccorsi (Emergency SOS) e di richiedere assistenza stradale, tutte funzioni che trasformano il dispositivo in uno strumento di sicurezza anche nei luoghi più remoti, lontani dalle reti cellulari. I preordini prenderanno il via mercoledì 4 marzo, con la disponibilità nei negozi a partire dall’11 marzo, nelle tre colorazioni – nero, bianco e il nuovo roso chiaro – che, con la loro finitura opaca, tentano di aggiungere un tocco di eleganza a un dispositivo che, pur senza rivoluzionare il design, sotto la scocca cambia parecchio.




